Rete Orientamento Giovani, salgono a 23 gli sportelli nei quartieri: in 10 mesi 784 richieste di aiuto, il 41% dei ragazzi non studia e non lavora
In dieci mesi un terzo delle domande è arrivato da minorenni. I punti di accesso salgono a 23 grazie al bando ZERONEET di Regione Lombardia
Tra il 1° dicembre 2025, data di avvio del servizio, e il 30 settembre scorso, la Rete Orientamento Giovani Milano ha registrato 784 richieste di supporto. Il dato che pesa di più riguarda la condizione di chi si è rivolto agli sportelli: 325 persone, pari al 41,4% del totale, hanno dichiarato di non essere inserite in alcun percorso scolastico, formativo o lavorativo.
Il 33,7% delle richieste, 264 in valore assoluto, proviene da ragazzi tra i 14 e i 17 anni, con una concentrazione particolare sui nati nel 2009, da soli 84 contatti. La fascia più numerosa resta quella tra i 18 e i 24 anni con 334 richieste, mentre i giovani adulti tra i 25 e i 35 anni sono 186.
Da undici a ventitré sportelli nei quartieri
Da settembre il servizio ha allargato la propria copertura grazie a un finanziamento ottenuto attraverso il bando ZERONEET di Regione Lombardia. I punti di accesso sono oggi ventitré, collocati in luoghi di frequentazione abituale: centri di aggregazione giovanile, spazi culturali, impianti sportivi. Una scelta che sposta il servizio fuori dagli uffici e lo colloca dove i ragazzi già si trovano.
Come funziona l’accesso
Il percorso parte da una richiesta che si presenta online. Segue l’assegnazione a uno dei presidi territoriali, dove si svolge un primo colloquio. Da quel momento ciascun utente viene seguito da uno dei trentatré operatori impiegati nel progetto per costruire un percorso calibrato sulla propria situazione.
Riva: “Accanto ai giovani portando ascolto e sostegno nei quartieri”
Per l’assessora alle Politiche giovanili il problema non riguarda la mancanza di volontà. Le nuove generazioni, osserva Martina Riva, hanno interesse a costruire il proprio futuro ma faticano a individuare gli strumenti disponibili. L’ampliamento della rete risponde a questa difficoltà portando ascolto e accompagnamento nei quartieri. Il compito dell’amministrazione, ha precisato, non consiste nell’indicare un percorso ma nel fornire a ciascuno i mezzi per individuare il proprio.
Chi gestisce il progetto
La Rete nasce da una co-progettazione tra il Comune di Milano e un gruppo di realtà del terzo settore guidato da ICEI E.T.S. in qualità di capofila. Partecipano ActionAid International Italia E.T.S., Argòt, cheFare, Comin cooperativa sociale di solidarietà, Comunità del Giambellino cooperativa sociale, Comunità Nuova Onlus, Diapason cooperativa sociale, Fondazione Aquilone Onlus, La Strada società cooperativa sociale e Zero5 Laboratorio di Utopie Metropolitane. Le informazioni sul servizio e l’elenco dei punti di accesso sono raccolti nella pagina “E ora? Rete Orientamento Giovani Milano”.