Revenge porn: La Russa jr offre 25mila euro alla vittima, che rifiuta la proposta
Leonardo La Russa jr propone 25mila euro alla ragazza vittima di revenge porn per giustizia riparativa, ma lei rifiuta. Udienza il 17 dicembre.
Leonardo Apache La Russa, figlio del presidente del Senato, accusato di revenge porn, ha presentato tramite i suoi legali un’offerta di 25mila euro alla giovane che lo aveva denunciato. La ragazza, assistita dall’avvocato Stefano Benvenuto, ha respinto la somma ritenendola insufficiente, spiegando in una mail depositata in aula che accettarla comporterebbe la lesione di un diritto costituzionale.
Gli avvocati di La Russa jr, Vinicio Nardo e Adriano Bazzoni, hanno inoltre annunciato la volontà del loro assistito di accedere a un percorso di giustizia riparativa, che se approvato, verterebbe su temi legati alla violenza di genere e dovrebbe concludersi entro circa sei mesi.
Le accuse rimaste dopo l’archiviazione
L’indagine trae origine dalla notte tra il 18 e 19 maggio 2023, quando la Procura contesta a La Russa jr la diffusione illecita di un video sessualmente esplicito senza consenso. L’accusa iniziale di violenza sessuale, avanzata dalla 22enne, è stata archiviata dal gip su richiesta dei pm.
Le pm Letizia Mannella e Rosaria Stagnaro hanno ritenuto il risarcimento offerto insufficiente, ma favorevole all’ammissione alla giustizia riparativa, che potrebbe estinguere il reato solo al completamento del percorso. La prossima udienza è fissata per il 17 dicembre, quando si deciderà se la giovane confermerà il rifiuto o se La Russa jr accederà al percorso riparativo.
Il caso parallelo di Tommaso Gilardoni
Parallelamente, l’amico di La Russa, Tommaso Gilardoni, dj e co-imputato, ha scelto il rito abbreviato. Per lui la Procura ha chiesto una condanna a due anni, contestandogli di aver inoltrato il video a una terza persona. Entrambi i fatti prevedono l’aggravante dell’uso dello strumento telematico.
Il legale della vittima: risarcimento insufficiente
Il legale della ragazza ha sottolineato che la somma non copre il danno esistenziale, relazionale e privato, né la violazione dei diritti costituzionali. La giovane ha tempo fino alla prossima udienza per decidere se accettare il risarcimento e ritirare la querela, circostanza che comporterebbe l’estinzione del procedimento. La sentenza per Gilardoni è prevista anch’essa il 17 dicembre.