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Riapre l’area industriale del Carcere di Bollate: opportunità di reinserimento e sviluppo sociale

Milano – La Casa di Reclusione di Milano Bollate inaugura una nuova stagione con la riapertura dell’area industriale interna, un progetto che unisce inclusione sociale e crescita professionale per i detenuti. La gestione del polo produttivo è affidata a Coimec S.p.A., azienda che, dall’agosto scorso, ha già formato e assunto 12 detenuti, dimostrando il valore […]

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Milano – La Casa di Reclusione di Milano Bollate inaugura una nuova stagione con la riapertura dell’area industriale interna, un progetto che unisce inclusione sociale e crescita professionale per i detenuti. La gestione del polo produttivo è affidata a Coimec S.p.A., azienda che, dall’agosto scorso, ha già formato e assunto 12 detenuti, dimostrando il valore di un modello che promuove il reinserimento lavorativo come strumento di rieducazione.

L’iniziativa sarà ufficialmente presentata domani, 23 novembre alle ore 10, presso l’istituto penitenziario. L’evento vedrà la partecipazione di figure istituzionali di rilievo, tra cui Maria Milano Franco D’Aragona, provveditore regionale dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanna Di Rosa, presidente del Tribunale di Sorveglianza di Milano, e Giorgio Leggieri, direttore della Casa di Reclusione di Bollate. Interverranno anche Nadia Boschi, responsabile Sostenibilità di Lendlease – Programma 2121, e Nunzio Perna, amministratore unico di Coimec S.p.A. Un videomessaggio del capo del Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, Giovanni Russo, arricchirà la cerimonia.

Un modello di Sostenibilità e Reinserimento

L’area industriale rappresenta un modello concreto di sostenibilità sociale, offrendo ai detenuti l’opportunità di acquisire competenze tecniche e intraprendere un percorso di crescita professionale. Questo progetto non solo contribuisce al reinserimento sociale, ma punta anche a ridurre il rischio di recidiva, confermando Bollate come punto di riferimento per l’innovazione nel sistema carcerario italiano.

L’evento di domani segna un momento significativo per il carcere di Bollate, ribadendo l’importanza della collaborazione tra istituzioni, imprese e comunità nella costruzione di un sistema penitenziario orientato alla rieducazione e al futuro.

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