Riforma degli istituti tecnici, il 7 maggio è sciopero nazionale: a Milano corteo verso l’Ufficio Scolastico Regionale
Flc Cgil, Cobas, Usb e Cub Sur aderiscono alla mobilitazione indetta dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici contro il riordino approvato a iscrizioni chiuse. Sul tavolo il taglio alle discipline, la formazione aziendale a 15 anni e titoli di studio non più comparabili Il 7 maggio gli istituti tecnici italiani si fermano con uno sciopero […]
Flc Cgil, Cobas, Usb e Cub Sur aderiscono alla mobilitazione indetta dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici contro il riordino approvato a iscrizioni chiuse. Sul tavolo il taglio alle discipline, la formazione aziendale a 15 anni e titoli di studio non più comparabili Il 7 maggio gli istituti tecnici italiani si fermano con uno sciopero nazionale indetto da Flc Cgil, Cobas Scuola, Usb Pubblico Impiego e Cub Sur. La mobilitazione è promossa dalla Rete Nazionale degli Istituti Tecnici, realtà auto-organizzata nata in poche settimane dall’opposizione diffusa a una riforma che, secondo i promotori, è stata imposta senza alcun confronto con le comunità scolastiche.
Il nodo centrale riguarda le tempistiche: il provvedimento che riordina i quadri orari degli istituti tecnici è stato approvato a iscrizioni già concluse. Le famiglie hanno scelto un percorso che da settembre cambierà radicalmente, senza che al momento della scelta fossero informate delle modifiche in arrivo. In diversi istituti i Collegi Docenti sono stati convocati d’urgenza e hanno dovuto deliberare senza linee guida sulle nuove discipline, in alcuni casi con presidi che hanno agito in modo monocratico, senza nemmeno convocare l’organo collegiale. Il parere contrario espresso dal Consiglio Superiore della Pubblica Istruzione non ha modificato il percorso.
Cosa prevede il riordino contestato
I contenuti della riforma concentrano le critiche su più fronti. Il provvedimento introduce il taglio alle discipline umanistiche e scientifiche, anticipa la formazione scuola-lavoro a partire dai 15 anni e prevede che la didattica per competenze venga condotta da esperti aziendali privi di formazione pedagogica. Viene inoltre smantellato il biennio comune e si producono titoli di studio non più comparabili tra istituti dello stesso indirizzo.
Per la Rete, il risultato complessivo è la trasformazione dell’istruzione tecnica in un canale formativo subordinato alle esigenze delle imprese locali, sempre più distante dalla sua funzione storica di ascensore sociale. Una scuola che, nelle parole dei promotori dello sciopero, rischia di diventare “superficiale per i figli delle classi popolari”, abbandonando il mandato che la Costituzione le ha affidato.
Genitori verso i ricorsi legali, docenti verso le dimissioni di massa
La mobilitazione non riguarda solo il personale scolastico. Stanno nascendo comitati di genitori che, informati dalla Rete, hanno scoperto che i propri figli frequenteranno percorsi diversi da quelli scelti al momento dell’iscrizione e stanno valutando ricorsi legali per violazione della trasparenza amministrativa.
Sul fronte dei docenti, se il governo non sospenderà l’entrata in vigore del riordino, la Rete ha già annunciato ulteriori forme di protesta: dal rifiuto collettivo di adottare i libri di testo per le future prime classi – pratica già in corso in molte scuole – alle dimissioni di massa dagli incarichi funzionali come vicepresidenze, coordinamenti e funzioni strumentali. Non vengono escluse azioni eclatanti in prossimità degli scrutini e dell’Esame di Maturità. “O si sospende la riforma, o il prossimo anno scolastico non partirà regolarmente”, hanno dichiarato i portavoce locali della Rete.
A Milano il corteo parte da Piazza Medaglie d’Oro
A Milano, Flc Cgil e Cub Sur hanno fissato l’appuntamento per giovedì 7 maggio alle ore 9.30 in Piazza Medaglie d’Oro. Da lì partirà il corteo che si dirigerà verso l’Ufficio Scolastico Regionale di via Enrico Caviglia 11, destinatario delle richieste di sospensione immediata del provvedimento.