Riforma della giustizia, CGIL Lombardia apre il dibattito a Milano: i motivi del No
A Milano una tavola rotonda promossa da CGIL Lombardia sulla riforma della giustizia: autonomia della magistratura e rischi costituzionali al centro.
Giovedì 29 gennaio 2026, dalle 14.00 alle 17.00, la Camera del Lavoro Metropolitana di Milano ospiterà la tavola rotonda “Referendum sulla riforma della giustizia: perché votare No”, un’iniziativa promossa da CGIL Lombardia per favorire un confronto aperto e informato su una riforma che tocca aspetti centrali dell’ordinamento costituzionale.
L’incontro nasce dalla volontà di approfondire gli effetti della riforma della giustizia sull’equilibrio tra i poteri dello Stato, così come disegnato dalla Costituzione. Nel dibattito emergeranno in particolare le criticità legate all’autonomia e all’indipendenza della magistratura, considerate elementi fondamentali per la tutela dei diritti e delle garanzie democratiche.
Voci autorevoli dal mondo giuridico e civile
Alla tavola rotonda interverranno rappresentanti del mondo giudiziario, accademico e sindacale: Chiara Valori per l’ANM – Comitato “È giusto dire No”, Rosi Bindi del Comitato del No della società civile, Maria Agostina Cabiddu, costituzionalista del Politecnico di Milano, Valentina Cappelletti, Segretaria generale di CGIL Lombardia, ed Ettore Zanoni, avvocato penalista del Foro di Milano. A moderare l’incontro sarà Mattia Guastafierro, giornalista di Radio Popolare.
Una riforma che riguarda tutti
Secondo CGIL Lombardia, la riforma della giustizia non può essere ridotta a un tema tecnico riservato agli addetti ai lavori. Si tratta, al contrario, di una scelta politica che incide direttamente sul funzionamento della democrazia, sul rapporto tra i poteri dello Stato e sulle tutele di cittadine e cittadini.
Con questa iniziativa, CGIL Lombardia ribadisce l’importanza di una discussione partecipata e consapevole, capace di mettere al centro i contenuti reali della riforma e le sue conseguenze concrete. Per queste ragioni il sindacato conferma il proprio sostegno al NO nel referendum e invita a una mobilitazione ampia in difesa dei principi costituzionali.