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Rinvio a giudizio per la costruzione della Torre Milano: 8 imputati tra imprenditori e funzionari pubblici per abusi edilizi

Milano – Otto persone, tra imprenditori, architetti e dirigenti del Comune, sono state rinviate a giudizio per presunti reati legati alla costruzione della Torre Milano, un grattacielo residenziale di 82 metri situato in via Stresa, nei pressi di Piazza Carbonari. La decisione è stata presa dal GUP di Milano, Teresa De Pascale, accogliendo le richieste […]

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Milano – Otto persone, tra imprenditori, architetti e dirigenti del Comune, sono state rinviate a giudizio per presunti reati legati alla costruzione della Torre Milano, un grattacielo residenziale di 82 metri situato in via Stresa, nei pressi di Piazza Carbonari. La decisione è stata presa dal GUP di Milano, Teresa De Pascale, accogliendo le richieste della Procura. L’apertura del processo è fissata per l’11 aprile.

La contestazione della Procura: irregolarità nell’intervento edilizio

Secondo i pubblici ministeri Marina Petruzzella, Paolo Filippini e Mauro Clerici, il progetto per la realizzazione della Torre Milano sarebbe stato impropriamente qualificato come “ristrutturazione edilizia”. Questo ha permesso di aggirare i vincoli normativi previsti per le nuove costruzioni. L’opera prevedeva la demolizione completa di due edifici preesistenti, rispettivamente di due e tre piani. E la loro sostituzione con un edificio di 24 piani destinato a ospitare 102 appartamenti per un totale di 320 abitanti.

I vantaggi economici contestati agli imputati

Gli imputati sono accusati di aver ottenuto un ingiusto vantaggio economico evitando il pagamento di oneri di urbanizzazione e altri “pesi economici” legati al progetto. Inoltre, le autorità contestano la violazione dei limiti urbanistici su densità, altezza e distanze tra edifici. Con conseguente compromissione del paesaggio urbano e delle condizioni di vivibilità della zona, come l’insufficienza di parcheggi e spazi verdi.

Una cittadina costituitasi parte civile denuncia il deprezzamento dell’immobile

Tra i denuncianti figura una residente della zona, che si è costituita parte civile lamentando il deprezzamento del proprio immobile e la riduzione di luce naturale e visuale. Secondo l’accusa, la costruzione del grattacielo ha peggiorato la qualità della vita nell’area circostante, aggravando i carichi urbanistici senza le necessarie compensazioni.

Il Comune di Milano come parte offesa

Il Comune di Milano è stato riconosciuto come parte offesa nel procedimento. Il mancato rispetto delle norme urbanistiche, infatti, avrebbe arrecato un danno diretto agli interessi pubblici.

La difesa dei costruttori: “Un processo superfluo”

L’avvocato Michele Bencini, legale del costruttore Stefano Rusconi, ha dichiarato: “Questo processo è superfluo. La Torre Milano è stata realizzata nel pieno rispetto delle normative e degli orientamenti giurisdizionali. Dimostreremo in sede processuale che non c’è stata alcuna violazione”.

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