Riqualificazione delle Case Aler di via Lulli e via Porpora: sindacati e inquilini a confronto sui lavori
Un piano di riqualificazione che tocca famiglie fragili
Anziani soli, persone con disabilità, famiglie con minori: il progetto di Aler Milano per la riqualificazione delle case popolari del comparto Lulli-Porpora, nel quartiere di Città Studi, non può prescindere dalla situazione concreta di chi in quegli alloggi vive da anni. Una delegazione di Cisl, Fnp, il sindacato dei pensionati, e Sicet, il sindacato degli inquilini, ha incontrato il Comitato degli Inquilini per raccogliere preoccupazioni e disagi legati all'intervento previsto.
Nessuno mette in discussione la necessità di un intervento di manutenzione straordinaria, vista la condizione di degrado in cui versano molti edifici del comparto. Il confronto riguarda invece le modalità con cui i lavori dovrebbero essere condotti. Il programma di Aler prevede lo svuotamento completo degli edifici e il trasferimento temporaneo delle famiglie in altre abitazioni del patrimonio pubblico, con un successivo rientro a lavori ultimati. Un'impostazione che, secondo i sindacati, presenta però diverse criticità pratiche.
Sharif, Perotta e Gatti: "Sì al trasloco solo all'interno dello stabile"
"Nel complesso edilizio di via Porpora e via Lulli vivono, tra gli altri, anziani e cittadini fragili, alcuni con problemi di salute, fisica e psicologica", spiegano Sabria Sharif, segretaria della Cisl di Milano, Marino Perotta, segretario della Fnp Cisl, e Mattia Gatti, segretario generale del Sicet. "Sono persone che avrebbero grandi difficoltà a trasferirsi, anche per un periodo limitato, essendo legati al quartiere per il medico di base, la Casa di comunità, i servizi sociali, i negozi di prossimità, le conoscenze". Per questo motivo, i tre sindacati si dichiarano d'accordo con la proposta del Comitato Inquilini: "Permettere i lavori necessari facendo in modo che i residenti si spostino solo all'interno dello stesso stabile, utilizzando appartamenti ad oggi vuoti e mantenendo i rapporti di vicinato, solidarietà e mutua assistenza". I rappresentanti sindacali si dicono inoltre disponibili a partecipare a un tavolo con Aler e Comune di Milano per raggiungere un protocollo d'intesa che garantisca "le modalità della mobilità e dell'esecuzione dei lavori", l'apertura di "uno sportello di assistenza per gli inquilini" e il mantenimento, "anche dopo i lavori", della funzione di case popolari a canone sociale per l'intero complesso.
Dietro le richieste dei sindacati c'è un timore preciso: che, data l'appetibilità del quartiere di Città Studi, a riqualificazione terminata gli inquilini non vengano fatti rientrare nei propri alloggi, lasciando spazio ad affitti o vendite a costi ben più elevati.
Il censimento del Comitato Inquilini: 326 alloggi, metà vuoti
Nel corso dell'incontro, il Comitato Inquilini ha presentato i dati raccolti attraverso un proprio censimento interno. Il comparto conta complessivamente 326 alloggi, di cui 158 risultano vuoti, pari al 49% del totale, 153 occupati, mentre per 15 alloggi non è stato possibile raccogliere informazioni. Il censimento ha permesso di rilevare dati su 79 nuclei familiari, con una copertura che varia sensibilmente da civico a civico, dal 28% di via Lulli 30 al 77% di via Porpora 43. Proprio per questa copertura parziale, i valori riportati vanno considerati come soglie minime, essendo i fenomeni descritti probabilmente più estesi di quanto effettivamente emerso.
Fragilità diffuse in quasi otto nuclei su dieci
Tra i nuclei censiti, le condizioni di difficoltà risultano largamente diffuse: 62 nuclei presentano almeno una condizione di fragilità, pari al 78% dei nuclei censiti e ad almeno il 40% degli alloggi occupati nell'intero comparto. Il censimento rileva in particolare la presenza di 13 anziani over 75 che vivono soli, tra cui 2 over 85, di altri 9 nuclei in cui è presente almeno una persona over 75, e di 16 nuclei con minori, in gran parte iscritti alle scuole del quartiere.
Ristrutturazioni a proprie spese e la richiesta di restare nel comparto
In tutti i civici censiti sono stati segnalati interventi di ristrutturazione effettuati direttamente dagli abitanti e a proprie spese, con almeno 24 segnalazioni su 79 nuclei complessivi, mentre gran parte dei residenti dispone di una rete di supporto interna al comparto stesso. In vista di un eventuale trasferimento, le esigenze più frequenti riguardano la disponibilità di ascensori e di alloggi adatti a persone con mobilità ridotta, ma la richiesta prevalente tra i residenti resta comunque quella di poter rimanere all'interno del comparto durante l'intero intervento.