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RSA in Lombardia, la denuncia di Casati (PD): “Posti letto insufficienti e rette troppo alte, serve riforma urgente”

Il capodelegazione PD in Regione denuncia la saturazione del 98% delle RSA lombarde e l’aumento delle rette: “Sistema insostenibile, serve una riforma strutturale per famiglie e anziani”.

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La Lombardia affronta una crescente emergenza nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA). Secondo il consigliere regionale Davide Casati (PD), circa 700 strutture e oltre 65mila famiglie lombarde si trovano in difficoltà a causa di un sistema che non regge più economicamente e socialmente. Le RSA registrano un tasso di occupazione del 98%, con rette aumentate del 16,4% negli ultimi quattro anni, mentre i contributi regionali restano insufficienti a coprire i costi reali dell’assistenza.

Carenza di personale e sfide future

Oltre al problema dei costi e dei posti letto, le strutture devono affrontare la grave carenza di personale qualificato, tra infermieri, OSS e ASA. La situazione rischia di peggiorare con i prossimi pensionamenti, aumentando le difficoltà operative e i costi sanitari, soprattutto per pazienti con demenze e Alzheimer, che sono spesso oggetto di ricorsi legali da parte delle famiglie.

La mozione PD bocciata dalla maggioranza

Casati ha sottolineato come la maggioranza di Regione Lombardia abbia respinto la maggior parte dei 10 punti contenuti nella mozione a sua prima firma, destinata a proporre una riforma strutturale del sistema RSA. Solo due punti sono stati approvati: la riconfigurazione delle RSA come centri integrati con Case di Comunità e l’avvio di Centri di Valutazione e Prenotazione (C.V.P.) pubblici per orientare le famiglie e garantire una gestione più efficiente delle liste d’attesa.

Verso un sistema più coordinato

I C.V.P. permetteranno di valutare il bisogno assistenziale, orientare l’anziano verso la struttura più adatta e mantenere la posizione in lista anche se temporaneamente si sceglie un’altra RSA disponibile. L’obiettivo è facilitare le procedure per le famiglie e aggiornare costantemente i dati sui pazienti in attesa, favorendo un sistema più equo ed efficace.

Durante il dibattito in Aula, anche i consiglieri PD Carlo Borghetti e Samuele Astuti hanno sollecitato un intervento concreto della Regione Lombardia. Casati ha concluso: “Il sistema attuale non è più sostenibile. Senza una riforma strutturale delle RSA, le famiglie e gli anziani continueranno a pagare il prezzo più alto”.

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