Ruby Ter, riaperto il dibattimento in appello: 39 testimoni per stabilire se ci fu falsa testimonianza, presupposto dell’accusa di corruzione
La seconda Corte d’Appello di Milano ha disposto la riapertura del dibattimento nel secondo processo d’appello del caso Ruby Ter, accogliendo la richiesta delle difese di sentire 39 testimoni. Tra questi figurano anche persone “mai sentite finora”, come sottolinea l’avvocato Paolo Cassamagnaghi, difensore di Marysthell Polanco. Le audizioni sono già fissate per il 30 settembre, […]
La seconda Corte d’Appello di Milano ha disposto la riapertura del dibattimento nel secondo processo d’appello del caso Ruby Ter, accogliendo la richiesta delle difese di sentire 39 testimoni. Tra questi figurano anche persone “mai sentite finora”, come sottolinea l’avvocato Paolo Cassamagnaghi, difensore di Marysthell Polanco. Le audizioni sono già fissate per il 30 settembre, l’8 e il 29 ottobre.
Il paradosso giuridico
Il caso presenta una complessità procedurale che lo stesso Cassamagnaghi definisce “una situazione molto particolare, anzi unica”. Una sentenza della Cassazione impone alla Corte di accertare, attraverso l’esame testimoniale, se vi sia stata la falsa testimonianza contestata agli imputati, reato che nel frattempo è andato in prescrizione. Solo la sua eventuale sussistenza costituisce il presupposto per valutare la successiva imputazione di corruzione in atti giudiziari. “Tutto questo a distanza di 15 anni dai fatti”, sottolinea il legale.
Respinte le eccezioni delle difese
I giudici hanno rigettato l’eccezione di legittimità costituzionale sollevata dall’avvocato Cassamagnaghi, che chiedeva di far ripartire il processo dal primo grado dopo il ricorso “per saltum” presentato dalla Procura direttamente in Cassazione contro la sentenza assolutoria del primo grado, che aveva prosciolto tutti gli imputati “perché il fatto non sussiste”. Respinta anche la richiesta di trasferire il procedimento a Siena per competenza territoriale. I giudici si sono invece riservati sull’eccezione di legittimità costituzionale riguardante la veste giuridica delle ragazze ascoltate come testimoni nei processi Ruby e Ruby bis.
Il calendario: requisitoria il 3 novembre, sentenza entro il 2027
Il secondo processo d’appello sul terzo filone del caso Ruby entrerà nel vivo il 3 novembre con la requisitoria della Procura generale e le eventuali richieste di condanna. Le udienze successive saranno dedicate alle arringhe delle difese. La sentenza è attesa entro la fine del 2026 o, al più tardi, nei primi mesi del 2027.