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San Siro, è già scontro sul nuovo stadio: il Comitato Sì Meazza ricorre al Tar

Il nuovo San Siro divide: Scaroni esalta il progetto, il Comitato Sì Meazza annuncia ricorso al Tar e nuove memorie legali.

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A sole 24 ore dall’approvazione della delibera con cui il Consiglio comunale di Milano ha dato il via libera alla vendita di San Siro, si apre un nuovo fronte. Il Comitato Sì Meazza ha annunciato la presentazione di un ricorso al TAR, accompagnato da due nuove memorie indirizzate alla procura di Milano e alla Corte dei Conti.

La battaglia per il futuro del Meazza

Il Comitato contesta quella che definisce una “delibera monstre”, ritenendo il provvedimento carico di criticità legali e amministrative. L’obiettivo è fermare il progetto che prevede la costruzione di un nuovo impianto e la valorizzazione dell’area circostante con spazi commerciali, musei e strutture ricettive.

Scaroni: “Sarà lo stadio più bello d’Europa”

Parallelamente, il presidente del Milan Paolo Scaroni ha difeso il progetto, definendo il futuro stadio “il più bello d’Europa”. Secondo Scaroni, la nuova struttura garantirà entrate maggiori, un’esperienza più moderna per i tifosi e un rilancio dell’intera zona di San Siro, senza alcuna speculazione edilizia.

La sfida verso Euro 2032

Il nuovo impianto dovrà essere pronto entro il 2031, in vista degli Europei di calcio del 2032 che vedranno Milano tra le città protagoniste. Tuttavia, con il ricorso al TAR e le inchieste in corso, il rischio di ulteriori ritardi è concreto.

Il destino di San Siro rimane quindi appeso a una complessa partita legale e politica. Da un lato, la visione di un impianto moderno e competitivo; dall’altro, la resistenza di chi vuole difendere il Meazza come simbolo storico e patrimonio collettivo della città.

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