San Vittore, sovraffollamento record al 230%: un infermiere ogni 600 detenuti, aggressioni nel 75% dei turni
Il rapporto COINA fotografa il collasso della sanità penitenziaria italiana: 4.500 aggressioni l’anno al personale, ma l’80% non viene denunciato
Il tasso di sovraffollamento medio nelle carceri italiane ha raggiunto il 130,6% a livello nazionale, con punte ben più elevate negli istituti metropolitani. Il primato negativo spetta a San Vittore di Milano, dove il sovraffollamento tocca il 230%. È quanto emerge dall’indagine presentata dal COINA, il Sindacato delle Professioni Sanitarie, che descrive una realtà che va oltre le statistiche ufficiali: nelle ore notturne, nei fine settimana, nelle festività e durante i periodi di ferie, un singolo infermiere può trovarsi a essere l’unico presidio sanitario per centinaia di detenuti distribuiti su più padiglioni. Il dato limite rilevato è di un infermiere ogni 600 detenuti.
4.500 aggressioni l’anno, ma l’80% resta sommerso
Incrociando i propri dati con quelli del Garante Nazionale dei Detenuti, il COINA stima circa 4.500 episodi di aggressione annui contro il personale sanitario penitenziario. Il dato più preoccupante riguarda però il sommerso: circa l’80% degli episodi non viene denunciato perché molti infermieri considerano ormai minacce, sputi e spinte una componente ordinaria del proprio lavoro. A San Vittore le aggressioni verbali e fisiche si verificano nel 75% dei turni diurni, con un aumento del 45% degli eventi critici nell’ultimo anno.
Il quadro negli altri istituti: da Foggia a Poggioreale fino a Roma
La situazione critica non riguarda solo Milano. A Foggia il 60% degli infermieri subisce almeno un’aggressione fisica all’anno, con una carenza di personale pari al 45%. A Napoli Poggioreale, dove i detenuti superano quota 2.200, un singolo infermiere può arrivare a gestire fino a 400 pazienti: le minacce e le intimidazioni durante le somministrazioni farmacologiche effettuate senza scorta raggiungono l’85% dei casi. Al Regina Coeli di Roma, con un sovraffollamento al 191%, si registra un’elevata incidenza di aggressioni durante gli interventi su detenuti con patologie psichiatriche. A Rebibbia il rapporto infermiere/detenuto di 1 a 250 ha prodotto un aumento del 30% degli infortuni sul lavoro.