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Sanità: in Lombardia l’appello per un’indennità per gli infermieri frontalieri

Milano – La Regione Lombardia starebbe valutando l’introduzione di un’indennità di 350 euro lordi per gli infermieri frontalieri che lavorano nelle province di Varese, Como e Sondrio, zone interessate dalla crescente migrazione verso la Svizzera a causa degli stipendi significativamente più alti. La notizia, diffusa in via informale dal sindacato Nursing Up, ha suscitato un […]

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Milano – La Regione Lombardia starebbe valutando l’introduzione di un’indennità di 350 euro lordi per gli infermieri frontalieri che lavorano nelle province di Varese, Como e Sondrio, zone interessate dalla crescente migrazione verso la Svizzera a causa degli stipendi significativamente più alti. La notizia, diffusa in via informale dal sindacato Nursing Up, ha suscitato un acceso dibattito e un forte appello per un incontro con l’assessore regionale alla Sanità, Guido Bertolaso.

Nursing Up chiede un incontro urgente con Bertolaso

Antonio De Palma, presidente nazionale del sindacato Nursing Up, ha lanciato un appello per un incontro urgente con l’assessore Bertolaso, in seguito alla manifestazione svoltasi giovedì scorso a Palazzo Lombardia. Secondo De Palma, la proposta dell’indennità di 350 euro è solo un primo passo, ma occorre chiarire i dettagli dell’iniziativa e definire esattamente a chi sarebbe destinato l’incentivo. “Vogliamo capire se questa misura sarà concreta e destinata a fermare la fuga verso il Ticino, ma dobbiamo anche affrontare la grave crisi che sta vivendo l’intera categoria degli infermieri lombardi”, ha dichiarato De Palma.

Fuga dei professionisti sanitari: la crisi degli infermieri lombardi

De Palma ha sottolineato che sebbene l’assessore Bertolaso abbia riconosciuto la gravità della carenza di infermieri e la necessità di stipendi più dignitosi, le parole non sono sufficienti. “L’emergenza infermieristica è una realtà che non può essere ignorata più a lungo”, ha affermato De Palma, chiedendo un progetto strutturato per gli infermieri lombardi, che potrebbe fungere da modello anche a livello nazionale. “La fuga verso la Svizzera e altre nazioni va arginata con azioni concrete e rapide”, ha aggiunto.

Contrarietà alla figura dell’assistente infermiere

Nursing Up ha espresso una ferma opposizione alla figura dell’“assistente infermiere”, criticando la proposta di utilizzare personale extracomunitario per colmare il vuoto lasciato dai professionisti emigrati. De Palma ha sottolineato che questa non è la soluzione ai problemi del settore. “È necessario investire seriamente in chi già lavora, offrire incentivi concreti per i giovani e valorizzare la professione infermieristica a tutti i livelli”, ha dichiarato il presidente di Nursing Up.

Proposta di un piano d’azione per gli infermieri lombardi

Nursing Up propone di avviare un piano d’azione a partire dalla Lombardia, che includa misure specifiche per contrastare la fuga degli infermieri, come l’indennità per i frontalieri delle aree disagiate e l’integrazione degli stipendi agli standard europei. “Questa iniziativa potrebbe diventare un esempio replicabile a livello nazionale”, ha concluso De Palma, ribadendo che l’assistente infermiere non è la risposta alla crisi del settore.

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