Save the Children mappa il disagio giovanile a Milano: 24mila minori in aree fragili, dispersione scolastica doppia e 1 giovane su 3 senza scuola né lavoro
La ricerca «I luoghi che contano» di Save The Children fotografa le sacche di vulnerabilità urbana nel capoluogo lombardo
Più di un minore su dieci a Milano cresce in condizioni di disagio socioeconomico urbano. È il dato centrale della ricerca “I luoghi che contano”, pubblicata da Save the Children in occasione di “Impossibile 2026”, la Biennale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza in programma il 21 maggio a Roma. Nelle aree urbane più fragili del capoluogo lombardo vivono 24.446 bambini e ragazzi tra 0 e 17 anni, pari al 12,1% del totale dei minorenni residenti in città. In questi stessi quartieri, il 35,3% delle famiglie vive in povertà relativa.
Scuola e lavoro: i divari che separano questi quartieri dal resto della città
Le disuguaglianze si misurano con particolare nitidezza sul piano educativo e occupazionale. Nelle aree di disagio, il 14,3% degli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado ha abbandonato gli studi o ripetuto l’anno: una percentuale quasi doppia rispetto alla media comunale del 7,6%. Il dato sulla dispersione implicita è ancora più marcato: il 21,1% di chi frequenta l’ultimo anno delle medie è a rischio, contro il 6% della media cittadina, con uno scarto di 15 punti percentuali.
Sul versante occupazionale, il 29,1% dei giovani tra i 15 e i 29 anni residenti in queste zone non studia e non lavora, rispetto al 19,9% registrato sull’intero comune, quasi dieci punti percentuali di distanza che raccontano una generazione tagliata fuori dalle opportunità di mobilità sociale.
I tre Punti Luce a Milano e la proposta di legge nazionale
Save the Children opera a Milano con tre dei 27 centri educativi gratuiti, i “Punti Luce”, sviluppati a partire dal 2014 nei quartieri di Giambellino, Gallaratese e Quarto Oggiaro. Strutture che offrono opportunità educative, culturali e di partecipazione a bambini e adolescenti in collaborazione con le realtà locali del territorio.
La ricerca si accompagna a una proposta concreta: l’organizzazione chiede interventi strutturali per rimuovere le disuguaglianze territoriali, a partire dall’istituzione per legge di spazi socio-educativi nelle aree vulnerabili. La premessa che guida questo impegno è che investire nei minori fin dall’infanzia significhi investire nella qualità della democrazia e nel futuro delle città.