Scalo House: gli studenti diventano parte civile nel processo sullo studentato sequestrato
Milano – Nel processo legato al sequestro dello studentato Scalo House a Milano, il movimento Studenti Indipendenti – Link ha deciso di costituirsi parte civile. La residenza, situata tra via Lepontina e via Valtellina, è stata sequestrata nel novembre 2024 dalla Procura di Milano, insieme al cantiere di due torri residenziali, nell’ambito di un’inchiesta che […]
Milano – Nel processo legato al sequestro dello studentato Scalo House a Milano, il movimento Studenti Indipendenti – Link ha deciso di costituirsi parte civile. La residenza, situata tra via Lepontina e via Valtellina, è stata sequestrata nel novembre 2024 dalla Procura di Milano, insieme al cantiere di due torri residenziali, nell’ambito di un’inchiesta che ha messo sotto la lente d’ingrandimento diversi progetti urbanistici milanesi.
L’obiettivo della causa legale è fare chiarezza su un intervento edilizio che, secondo le accuse, avrebbe privilegiato logiche speculative a scapito del diritto all’abitare degli studenti e della cittadinanza.
Una residenza sequestrata: le accuse della Procura
Il progetto immobiliare di Scalo House, al centro delle indagini, potrebbe rientrare tra quelli destinati a essere “sanati” dalla nuova legge Salva Milano, attualmente in discussione al Senato.
Secondo Gaia Martino, rappresentante di Studenti Indipendenti – Link nel consiglio di amministrazione dell’Università di Milano-Bicocca, l’intervento edilizio non avrebbe mai rappresentato una vera soluzione abitativa per gli studenti. Anzi, il progetto avrebbe incrementato la pressione urbanistica della zona senza alcuna compensazione, né attraverso servizi né tramite oneri di urbanizzazione.
Giustizia riparativa: la proposta degli studenti
Gli studenti chiedono che il processo porti a un’effettiva compensazione dei danni subiti dalla comunità studentesca e dalla cittadinanza. L’associazione, assistita dall’avvocata Veronica Dini, propone un percorso di giustizia riparativa che comprenda:
- La restituzione di servizi destinati agli studenti;
- Contributi economici finalizzati alla creazione di residenze pubbliche accessibili;
- Investimenti concreti per garantire il diritto allo studio.
Caro affitti a Milano: un problema irrisolto
Il caso Scalo House evidenzia un problema più ampio: l’aumento vertiginoso degli affitti per gli studenti a Milano. Tra il 2015 e il 2021, i prezzi medi sono aumentati del 22%. Oggi, una camera singola costa in media 640 euro al mese, con punte fino a 900 euro in alcune aree centrali. Per un posto letto in camera doppia, la spesa media si aggira intorno ai 320 euro.
Questa situazione, secondo Studenti Indipendenti – Link, limita fortemente il diritto allo studio e rende Milano sempre più inaccessibile per chi non dispone di risorse economiche elevate.
Un appello per una Milano più equa
Secondo Gaia Martino, la soluzione non risiede in leggi-condono che favoriscono la speculazione edilizia, ma nell’applicazione rigorosa della Costituzione italiana:
- Articolo 9: Promozione della ricerca e della cultura;
- Articolo 34: Accesso all’istruzione per tutti.
“Solo un sistema trasparente e democratico potrà davvero salvare Milano, rendendola una città inclusiva e accessibile per tutti gli studenti, non solo per chi può permetterselo”, conclude Martino.