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Segregazione scolastica a Milano: il fenomeno del white flight mette a rischio il diritto allo studio

In occasione della Giornata internazionale dell’educazione, il CNCA Lombardia accende i riflettori su una criticità che attraversa il sistema scolastico italiano, ma che a Milano assume contorni particolarmente evidenti: la segregazione scolastica. Un fenomeno che rischia di compromettere l’accesso equo a un’istruzione di qualità e di ampliare le disuguaglianze sociali fin dall’infanzia. Cos’è il “white […]

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In occasione della Giornata internazionale dell’educazione, il CNCA Lombardia accende i riflettori su una criticità che attraversa il sistema scolastico italiano, ma che a Milano assume contorni particolarmente evidenti: la segregazione scolastica. Un fenomeno che rischia di compromettere l’accesso equo a un’istruzione di qualità e di ampliare le disuguaglianze sociali fin dall’infanzia.

Cos’è il “white flight” e perché riguarda Milano

Alla base del problema c’è il cosiddetto white flight, ovvero lo spostamento di studenti – in prevalenza italiani e appartenenti a famiglie con maggiori risorse economiche – da scuole considerate meno attrattive verso istituti ritenuti più prestigiosi o centrali. Questo meccanismo produce classi sempre più omogenee dal punto di vista sociale, con percentuali di alunni con background migratorio che in alcuni casi arrivano al 70% o addirittura al 100%.

Non è una questione di numeri, ma di disuguaglianze

Secondo gli operatori del settore, il problema non è la presenza di studenti di seconda o terza generazione in sé. Come spiegano i promotori dei progetti attivi sul territorio, ciò a cui si assiste è piuttosto una fuga dalla povertà e dalle periferie. Chi ha mezzi e informazioni sceglie di spostarsi, mentre chi non può resta, accentuando le differenze tra scuole e quartieri. Questa dinamica priva i ragazzi della possibilità di crescere in contesti socialmente e culturalmente eterogenei, fondamentali per lo sviluppo educativo e relazionale.

Le scuole come specchio della città

La segregazione scolastica riflette processi urbani più ampi, come gentrificazione, espulsione e polarizzazione economica. A Milano, questi fenomeni sono particolarmente evidenti in alcune aree, dove scuole e quartieri finiscono per riprodurre le stesse disuguaglianze che attraversano la città. Per questo, sottolineano dal CNCA, l’educazione non può essere considerata solo una questione scolastica, ma un tema sociale e politico, legato ai diritti fondamentali.

Progetti contro la segregazione: SCooP e Mixité

Per contrastare queste dinamiche sono nati progetti specifici sostenuti dal Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, tra cui SCooP – Scuola Cooperativa di Prossimità, attivo nel Municipio 6, in quartieri come Giambellino e Barona. L’iniziativa mette in rete scuole, istituzioni e Terzo Settore, promuovendo cooperazione e responsabilità condivisa, senza scaricare il problema solo sulle famiglie.

Un secondo progetto, Mixité, opera in diverse zone della città coinvolgendo istituti con un’elevata presenza di studenti di origine straniera. L’obiettivo è rendere queste scuole più attrattive attraverso attività extrascolastiche, doposcuola e percorsi di educazione civica e ambientale.

Superare i pregiudizi sulla scuola multiculturale

Alla base del white flight c’è spesso un pregiudizio diffuso: l’idea che classi più “miste” rallentino l’apprendimento. In realtà, spiegano i responsabili dei progetti, gli insegnanti sono sempre più formati per lavorare in contesti multilingue, e molte scuole offrono percorsi di potenziamento linguistico di cui molte famiglie non sono a conoscenza. Raccontare meglio la vita scolastica, le attività e le eccellenze educative diventa quindi uno strumento chiave per contrastare la segregazione.

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