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Sesto San Giovanni schiera i "City Guardians": volontari in strada per la sicurezza urbana

La Giunta ha varato le linee guida del presidio civico. Nessun potere di identificazione o intervento, che restano compiti della Polizia locale

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La Giunta comunale di Sesto San Giovanni ha approvato giovedì 24 settembre le linee guida per l'istituzione di un presidio civico organizzato. Il progetto, battezzato "City Guardians", prevede la presenza di squadre di volontari nelle piazze e nelle aree a maggiore frequentazione della città. Tre le funzioni assegnate: osservazione degli spazi pubblici, orientamento dei cittadini e segnalazione tempestiva alla Centrale operativa della Polizia locale. L'avvio è previsto nei prossimi mesi.


Quaranta ore di formazione prima di entrare in servizio


L'accesso al servizio passa da un percorso formativo iniziale di almeno quaranta ore. I volontari saranno inoltre coperti da assicurazione e opereranno sotto il coordinamento della Polizia locale. Il Comune insiste su un vincolo procedurale: nessuna iniziativa autonoma. I volontari agiranno esclusivamente secondo le indicazioni ricevute e nel rispetto delle procedure stabilite, una prescrizione che l'amministrazione motiva anche con la tutela degli stessi volontari.


I nuovi "occhi" sul territorio


Ai volontari non è attribuito alcun potere di intervento, di identificazione o di polizia: quelle funzioni restano integralmente in capo alla Polizia locale e alle forze dell'ordine. Il ruolo assegnato è quello di "occhio sul territorio", esteso oltre la sicurezza in senso stretto alla cura degli spazi pubblici e dell'arredo urbano.


Di Stefano: "I City Guardians osservano e segnalano, le forze dell'ordine intervengono"


"L'obiettivo è quello di assicurare una presenza visibile e regolare nelle aree pubbliche a maggiore frequentazione, in sinergia con la Polizia Locale e in stretto raccordo con Prefettura e Questura", ha dichiarato il sindaco Roberto Di Stefano.


Il primo cittadino ha voluto prevenire le obiezioni sul rischio di ronde improvvisate: "Ribadisco che non vi sarà nessuna improvvisazione. I volontari, adeguatamente formati, opereranno sotto la regia della Polizia Locale e in piena sicurezza, senza sostituirsi alle autorità e lasciando ogni intervento a chi ha la qualifica per farlo. Loro osservano e segnalano, le forze dell'ordine intervengono. È la nostra ennesima battaglia contro chi pensa di usare Sesto come terra di nessuno. La sicurezza si fa con la fermezza, con la presenza e con l'organizzazione. Noi la nostra città la difendiamo e la viviamo, e continueremo a farlo, senza paura e a testa alta".


Su quali norme si appoggia il progetto


Il presidio civico non nasce in un vuoto normativo. L'amministrazione richiama la disciplina regionale lombarda che consente l'impiego di volontari a supporto del presidio del territorio in collaborazione con la Polizia locale, e il rapporto convenzionale con gli enti del Terzo settore regolato dal relativo Codice.


Il riferimento costituzionale citato è il principio di sussidiarietà orizzontale, con il quale il Comune inquadra l'iniziativa come forma di partecipazione attiva dei cittadini alla vita della comunità. Sui costi, il comunicato parla di oneri "contenuti e prevedibili" senza indicare cifre.


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