Settanta giovani migranti qualificati in un anno grazie al Progetto BRIDGE: il 70% ha trovato lavoro in due mesi
I risultati del progetto BRIDGE presentati a Palazzo Lombardia. Otto corsi gratuiti per il 2026-2027 tra saldatura, meccanica, pelletteria e lavorazione del legno, in risposta alla carenza di manodopera denunciata dalle imprese
Su 92 giovani persone con background migratorio iscritte al percorso, 72 sono arrivate agli esami finali e 70 hanno ottenuto la qualifica professionale regionale di livello EQF 3. Di queste, sette su dieci hanno trovato un impiego nell’arco di due mesi, mentre due su dieci hanno scelto di proseguire gli studi. Sono i numeri del progetto BRIDGE, promosso da ASLAM, ente di formazione professionale accreditato da Regione Lombardia, con il sostegno della Fondazione Villum attraverso l’EYE Program 2024. I dati sono stati illustrati al Belvedere “Silvio Berlusconi” di Palazzo Lombardia nel corso del convegno dedicato al primo anno di attività.
Un titolo in dodici mesi invece di tre anni
L’elemento che distingue il percorso riguarda i tempi. La qualifica professionale regionale, che attraverso il canale ordinario della formazione professionale richiede un triennio dopo la licenza media, con BRIDGE si consegue in un solo anno scolastico. Il progetto si rivolge a persone tra i 18 e i 35 anni in possesso del diploma di terza media. Tra gli iscritti del 2025-2026 il 75% erano uomini e il 25% donne, con provenienze concentrate in America Latina, Asia e Africa.
Il mismatch che le imprese non riescono a colmare
L’iniziativa nasce da una domanda insoddisfatta. Secondo il terzo rapporto sul disallineamento tra domanda e offerta di lavoro realizzato da CNEL e Unioncamere con Ministero del Lavoro, Istat e Centro Studi Guglielmo Tagliacarne, nel primo semestre del 2026 le imprese italiane hanno programmato 2 milioni e 869mila assunzioni, prevedendo difficoltà di reperimento nel 44,8% dei casi. Le micro e piccole imprese hanno pianificato da sole oltre 1,8 milioni di ingressi. I comparti più in affanno risultano le costruzioni, dove la difficoltà riguarda il 59,8% delle posizioni, le industrie del legno e del mobile con il 59,6% e la metalmeccanica con l’elettronica al 55%.
Candiani: “Un modello replicabile su scala nazionale”
Per il presidente di ASLAM la sperimentazione quadriennale ha dimostrato la propria efficacia già al primo giro. La chiave, nella sua lettura, sta nell’aver utilizzato strumenti già previsti dall’ordinamento, a partire dall’Istruzione e Formazione Professionale per adulti, senza costruire percorsi paralleli. Attorno al progetto si muovono enti di accoglienza, Centri Provinciali per l’Istruzione degli Adulti, enti formativi, amministrazioni locali e regionali e aziende dei settori meccanico, saldocarpenteria, elettrico, termoidraulico, falegnameria, pelletteria e manutenzione veicoli. Ciascun soggetto, osserva Candiani, contribuisce con le competenze che gli sono proprie.
Tironi: “Una formazione che non lascia indietro nessuno”
L’assessore all’Istruzione, Formazione e Lavoro di Regione Lombardia ha collocato l’esperienza tra le dimostrazioni di quanto la formazione professionale incida sulla costruzione di autonomia. Il merito del modello, secondo Simona Tironi, consiste nel mettere in relazione i fabbisogni delle imprese con le aspirazioni dei giovani attraverso percorsi radicati nel territorio, trasformando una carenza del sistema produttivo in un’occasione di crescita collettiva.
L’interesse di altre regioni e la prospettiva europea
Il direttore generale di ASLAM Carlo Carabelli ha indicato nel passaggio successivo la presentazione del modello al Ministero dell’Istruzione e al Ministero del Lavoro, sottolineando come l’approccio abbia già attirato l’attenzione di altre amministrazioni regionali. Sul piano continentale Nicolas Schunck, direttore Grant Area della Villum Fonden, ha osservato che la difficoltà di includere nei sistemi educativi i giovani a rischio di esclusione costituisce un problema condiviso da più Paesi, per il quale servono soluzioni capaci di attraversare settori diversi. I risultati lombardi, a suo giudizio, possono funzionare da riferimento anche oltre i confini nazionali. L’ambizione dichiarata è formare oltre trecento lavoratori nell’arco di quattro anni, attraverso una rete che copre le province di Milano, Varese e Monza-Brianza.
Gli otto corsi del 2026-2027
Per il prossimo anno formativo l’offerta comprende termoidraulica e saldatura a Magenta, meccanica a Samarate, impiantistica elettrica e pelletteria a Milano, tessile a Gallarate, riparazione di veicoli a motore tra Malpensa-Case Nuove e Varese, lavorazione del legno a Lentate sul Seveso. Ogni percorso prevede 850 ore tra lezioni in aula, attività di laboratorio e tirocinio aziendale, con spazio dedicato alle competenze trasversali, all’educazione civica e alla sicurezza sul lavoro. Per accedere occorrono il diploma di terza media, conseguito o da conseguire entro marzo 2027, e una conoscenza di base dell’italiano. Gli Orientation Days consentono ai candidati di incontrare tutor, docenti e rappresentanti delle aziende per valutare il percorso più adatto.