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Sicurezza, Piantedosi: “Reati in calo a Milano, ma criminali sempre più giovani”

Meno reati, autori più giovani. È questa la doppia lettura offerta dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dopo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in Prefettura dal prefetto Claudio Sgaraglia. Una fotografia che intreccia dati incoraggianti sul piano numerico e nuovi motivi di vigilanza legati a chi commette gli illeciti e ai contesti […]

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Meno reati, autori più giovani. È questa la doppia lettura offerta dal ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, dopo il Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica convocato in Prefettura dal prefetto Claudio Sgaraglia. Una fotografia che intreccia dati incoraggianti sul piano numerico e nuovi motivi di vigilanza legati a chi commette gli illeciti e ai contesti in cui si concentrano.

Il calo dei reati trova conferma anche nel 2026

Milano, ha osservato il ministro, attraversa problemi che definisce ricorrenti e propri della sua natura metropolitana, ma allo stesso tempo mostra una flessione netta e documentabile delle violazioni. La direzione era già visibile nel 2024 e i numeri raccolti tra gennaio e maggio di quest’anno sembrano rafforzare la stessa traiettoria. Resta però un dato che, da solo, non basta a descrivere come si sta trasformando il fenomeno.

Quando a delinquere sono i più giovani

Il punto di attenzione riguarda l’età degli autori. Piantedosi ha rilevato un peso crescente dei minorenni tra chi commette reati, una variazione che ridisegna i contorni della criminalità cittadina rispetto agli anni passati. Accanto a questo elemento, il ministro ha richiamato anche la rilevanza assunta dalla componente straniera nel computo complessivo degli illeciti.

Stazioni e vita notturna: i punti deboli della città che cambia

Nel corso della riunione l’analisi si è soffermata sugli snodi di passaggio urbani, questione resa più sensibile da fatti di cronaca recenti, tra cui la morte di un ventiduenne aggredito in uno scalo ferroviario alla periferia della città. A preoccupare è anche l’apertura della stagione calda, con l’aumento della frequentazione serale dei luoghi della movida. Su questi fronti, ha spiegato il ministro, si è ragionato tenendo conto di una metropoli in continua evoluzione, con bisogni e fragilità che mutano nel tempo.

Tre anni di rinforzi: oltre 1.600 agenti in più

Quanto agli strumenti messi in campo, Piantedosi ha indicato in 1.619 il numero degli operatori aggiuntivi assegnati a Milano. Per la sola Polizia di Stato il saldo positivo si attesta a 153 unità, una cifra che il ministro ritiene replicabile in misura analoga anche per i Carabinieri. Il bilancio degli ultimi tre anni delinea così un investimento costante sul presidio territoriale.

Altri uomini in arrivo al termine dei corsi estivi

Il potenziamento, ha garantito il titolare del Viminale, proseguirà oltre i livelli odierni. La fine dei percorsi di formazione attesa per l’estate dovrebbe portare in dotazione un altro centinaio di unità. In chiusura, Piantedosi ha ricordato come la sicurezza dipenda da più variabili, citando insieme alla professionalità degli operatori anche il rapporto di fiducia, in crescita, tra cittadini e forze dell’ordine.

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