Smantellato traffico di micro-telefoni nel carcere di Opera: 2 arresti
Due arresti e una denuncia nel carcere di Opera. Il sindacato denuncia un mercato nero redditizio e rischi per la sicurezza.
La polizia penitenziaria di Milano ha fermato due persone e denunciato un terzo nell’ambito di un’operazione volta a contrastare il traffico illecito di telefoni all’interno del carcere di Opera. Tra gli arrestati figura un infermiere albanese impiegato in una cooperativa dell’istituto, utilizzato come corriere per recapitare due micro-telefoni e tre smartphone a un detenuto. Il complice esterno, denunciato, sarebbe stato colui che materialmente ha consegnato i dispositivi destinati alle celle.
Un business redditizio tra le sbarre
Secondo i sindacati Uilpa e Sinappe, il traffico di telefoni in carcere rappresenta molto più di un semplice problema di comunicazioni non autorizzate. Carmelo Lo Pinto del Sinappe spiega come la detenzione di uno smartphone, o di un micro-telefono, si sia trasformata in un vero e proprio mercato nero, capace di generare guadagni ingenti e consolidare il potere di alcuni detenuti sugli altri. Un telefono può valere fino a 3mila euro, un micro-cellulare circa mille, mentre le sostanze stupefacenti possono moltiplicare il loro valore commerciale fino a dieci volte.
Movimenti sospetti e indagini approfondite
L’operazione è nata da alcuni movimenti sospetti individuati dalla squadra investigativa, che ha ricostruito con attenzione i contatti tra l’infermiere e il detenuto destinatario dei dispositivi. Le autorità temono che il giro possa essere parte di un’organizzazione criminale più ampia, le cui dimensioni e collegamenti saranno approfonditi nelle prossime fasi dell’indagine.
Il sindacato denuncia carenze strutturali
Pur lodando l’azione della polizia penitenziaria, Sinappe sottolinea come episodi di questo tipo siano sintomo di una cronica carenza di personale e mezzi. La difficoltà a garantire la prevenzione e la sicurezza all’interno delle carceri rende infatti più vulnerabili gli istituti a infiltrazioni e traffici illeciti, con rischi concreti per la gestione dei detenuti e la sicurezza complessiva della struttura.