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Spacciatore ucciso a Rogoredo: la difesa del poliziotto ipotizza un colpo rimbalzato

Abderrahim Mansouri morto durante un controllo antidroga, consulenze balistiche e analisi genetiche sull’arma a salve sono in corso per chiarire la dinamica

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La morte di Abderrahim Mansouri, 28enne marocchino ucciso il 26 gennaio durante un controllo antidroga nel boschetto di Rogoredo, resta avvolta nel mistero. Secondo l’avvocato Pietro Porciani, che difende il poliziotto indagato per omicidio volontario, il colpo esploso potrebbe non aver colpito direttamente la testa della vittima. “Si può sospettare, vista la deformazione e le caratteristiche balistiche, che prima di raggiungere la testa abbia intercettato un bersaglio intermedio”, ha spiegato Porciani, aprendo alla possibilità di un rimbalzo del proiettile.

Arma a salve sotto indagine

Accertamenti approfonditi sono in corso sulla pistola a salve che Mansouri avrebbe impugnato. Al momento non sono state trovate impronte digitali, ma la difesa segnala che sono state eseguite campionature per eventuali tracce genetiche, i cui risultati sono attesi entro otto giorni. La ricerca punta a chiarire se l’arma sia stata effettivamente maneggiata dalla vittima e come possa aver influito sulla dinamica del tragico episodio.

Autopsia e ipotesi contrapposte

I primi risultati dell’autopsia sono stati definiti “ambigui”, non permettendo di confermare né la legittima difesa sostenuta dall’agente né l’omicidio volontario ipotizzato dai legali dei familiari. Questi ultimi, rappresentati dagli avvocati Debora Piazza e Marco Romagnoli, sostengono che Mansouri non avrebbe puntato la pistola verso l’agente e sarebbe stato colpito mentre cercava di fuggire. Le indagini della Procura di Milano e della Squadra Mobile dovranno ora stabilire se il colpo sia stato diretto, deviato o frutto di una dinamica diversa.

L’agente ha sparato da circa 25 metri e, secondo le ricostruzioni, nessun ostacolo avrebbe interferito con la traiettoria del proiettile, confermando il racconto della difesa. L’impronta di una scarpa rinvenuta sul giubbotto della vittima non sembra compromettere la posizione dell’indagato. Gli investigatori attendono i risultati delle analisi genetiche sull’arma e la consulenza balistica definitiva per chiarire se il colpo sia stato diretto o rimbalzato prima di uccidere Mansouri.

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