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Sport come leva sociale: Regione Lombardia e Federazione Rugby lanciano “In Meta!”, il progetto per scoprire giovani talenti nei quartieri difficili

In Lombardia il rugby come strumento di inclusione sociale

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Lo sport entra nei quartieri più complessi della Lombardia con un obiettivo chiaro: offrire nuove opportunità ai giovani e intercettare talenti nascosti. È questa la visione alla base dell’accordo siglato tra la Regione e la Federazione Italiana Rugby, che punta a portare la palla ovale nelle periferie urbane e nelle scuole. L’iniziativa, presentata a Milano, mira a coinvolgere ragazzi e ragazze in percorsi sportivi strutturati, trasformando il rugby in uno strumento concreto di crescita personale e sociale.

Il progetto “In Meta!” e gli investimenti

Il programma, intitolato “In Meta! Rugby, giovani e territorio”, è sostenuto con un finanziamento regionale di 120mila euro. Le attività saranno rivolte a giovani tra i 15 e i 34 anni e includeranno allenamenti, tornei e momenti formativi. L’obiettivo è duplice: da un lato valorizzare le capacità presenti nei territori, dall’altro contrastare fenomeni di marginalità, soprattutto nelle aree più fragili dell’area metropolitana di Milano.

Sport e periferie: un modello già sperimentato

Questa iniziativa si inserisce in un percorso già avviato dalla Regione, che negli anni ha promosso progetti simili insieme ad altre federazioni sportive. Interventi che hanno coinvolto discipline come boxe e baseball, portando attività sportive direttamente nei quartieri con maggiori criticità sociali. L’idea di fondo è rafforzare il ruolo dello sport come presidio educativo e spazio di aggregazione, capace di offrire alternative concrete ai giovani e di favorire la costruzione di relazioni positive.

Il valore educativo del rugby

Il rugby, in particolare, è stato scelto per le sue caratteristiche: regole chiare, rispetto dell’avversario e forte spirito di squadra. Elementi che lo rendono uno strumento efficace non solo per l’attività fisica, ma anche per la formazione personale. Campi e palestre diventano così luoghi di riferimento, dove i giovani possono sviluppare autonomia, fiducia e senso di appartenenza, contribuendo a costruire percorsi di vita più solidi.

L’esperienza sul campo e il contributo degli atleti

Tra i protagonisti del progetto anche l’ex campione Diego Dominguez, da anni impegnato in attività sportive rivolte ai giovani, anche in contesti complessi come l’Istituto penale minorile Beccaria di Milano. Attraverso iniziative multisport e collaborazioni con realtà locali come il Centro Universitario Sportivo, Dominguez ha contribuito a portare lo sport in quartieri come Baggio, Quarto Oggiaro e via Padova, dimostrando come disciplina e gioco di squadra possano diventare strumenti di riscatto.

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