Sport Safeguarding Summit 2026 a Milano: istituzioni e federazioni riunite per rendere lo sport giovanile un ambiente sicuro
Milano ha ospitato il primo appuntamento nazionale di Sport4Rights, progetto promosso da Fondazione Terre des Hommes Italia Ets, Fondazione Eos – Edison Orizzonte Sociale e Specchio Magico Cooperativa Sociale, con il patrocinio di Sport for Inclusion Network e il sostegno del ministro per lo Sport e i Giovani. L’evento, denominato Sport Safeguarding Summit 2026, si […]
Milano ha ospitato il primo appuntamento nazionale di Sport4Rights, progetto promosso da Fondazione Terre des Hommes Italia Ets, Fondazione Eos – Edison Orizzonte Sociale e Specchio Magico Cooperativa Sociale, con il patrocinio di Sport for Inclusion Network e il sostegno del ministro per lo Sport e i Giovani. L’evento, denominato Sport Safeguarding Summit 2026, si è svolto presso la sede di Fondazione Eos e ha riunito istituzioni, federazioni sportive, società, educatori, esperti e realtà impegnate nella protezione dell’infanzia e dell’adolescenza.
Un tavolo nazionale per mettere il benessere dei minori al centro della pratica sportiva
Il Summit ha affrontato un tema ancora scarsamente strutturato nel contesto sportivo italiano: la tutela sistematica delle persone minorenni che praticano sport, con particolare attenzione alla prevenzione di violenza, bullismo e discriminazioni. La giornata ha favorito il dialogo tra soggetti che operano su fronti diversi ma complementari, con l’intento di costruire un quadro condiviso di riferimento per rendere lo sport giovanile un contesto formativo, inclusivo e rispettoso della dignità dei giovani atleti.
Sport4Rights: formazione in presenza, intelligenza artificiale e comunità di pratica
Il progetto Sport4Rights si distingue per un approccio integrato che combina tre livelli di intervento. Il primo è la formazione diretta rivolta a società sportive, allenatori ed educatori. Il secondo è la piattaforma di e-learning “Sport4Safe”, basata su intelligenza artificiale e pensata per garantire continuità e accessibilità ai percorsi formativi. Il terzo è la costruzione di una comunità di pratica che coinvolga operatori sportivi su scala nazionale, creando reti di confronto e supporto reciproco tra chi lavora quotidianamente a contatto con i giovani nelle discipline sportive.