Straordinari oltre i limiti contrattuali, la vertenza dei tranvieri ATM diventa una maxi causa da 50 milioni
A un anno dalla prima condanna in tribunale, i sindacati aprono una vertenza collettiva. Dal 11 maggio i dipendenti possono firmare il mandato legale. ATM respinge le accuse
Tutto parte da una decisione del giudice del lavoro di Milano del febbraio 2025: sedici tranvieri di ATM, difesi dall’avvocato Giuseppe Catapano, ottengono un risarcimento per “danno da usura psico-fisica” causato dall’eccesso sistematico di straordinari rispetto ai tetti previsti dal contratto nazionale degli autoferrotranvieri. Il tribunale riconosce per la prima volta che il superamento cronico di quei limiti può produrre un danno non patrimoniale risarcibile. Una pronuncia destinata a fare precedente. La causa è nel frattempo approdata in appello, con ATM che ha scelto di impugnarla fino in Cassazione nel tentativo di ribaltare l’impostazione giuridica della vicenda.
La vertenza collettiva: mille lavoratori e 50 milioni in gioco
A un anno da quella sentenza la vicenda cambia scala. Filt-Cgil, Fit-Cisl, Uilt, FaisaCisal, Ugl-Tpl e Orsa Trasporti hanno annunciato la costituzione di un pool di legali per promuovere una vertenza collettiva sugli straordinari eccedenti i limiti contrattuali. A partire dall’11 maggio i dipendenti interessati potranno firmare il mandato ai legali e il ricorso necessario a interrompere i termini di prescrizione. I numeri in campo sono significativi: i sindacati stimano che potrebbero essere oltre mille i lavoratori coinvolti, con un conto complessivo per ATM che potrebbe superare i 50 milioni di euro di risarcimenti.
I limiti superati: 250 ore fino al 2014, 300 dal 2015
Nel mirino ci sono le ore di straordinario eccedenti le soglie fissate dal contratto collettivo: 250 ore annue nel periodo 2002-2014, salite a 300 dal 2015 in poi. Secondo i sindacati, negli anni molti dipendenti avrebbero sistematicamente superato questi tetti, in larga parte a causa della cronica carenza di personale viaggiante che ha caratterizzato ATM nell’ultimo decennio. Una condizione che ha costretto i dipendenti in organico a turni sempre più pesanti per coprire il servizio.
Trattativa fallita, si torna in tribunale
Prima di arrivare alla vertenza collettiva, i sindacati avevano tentato la via della conciliazione. Nei mesi scorsi era stato aperto un tavolo con l’azienda per trovare una soluzione extragiudiziale, ma il confronto si è chiuso senza accordo. “Prendiamo atto che il confronto già avviato con l’azienda si è concluso con esito negativo”, dichiara Pasquale Ferri di Orsa Trasporti. “Per questo auspichiamo la riapertura del tavolo con le organizzazioni sindacali, affinché si arrivi a un accordo dignitoso, non al ribasso e pienamente coerente con quanto stabilito dal tribunale, garantendo ai lavoratori il pieno riconoscimento di quanto loro dovuto”.
La posizione di ATM: straordinari volontari e regolarmente retribuiti
ATM mantiene la linea sostenuta sin dall’inizio della vicenda: “Gli straordinari non sono mai programmati né imposti, ma accettati esclusivamente su base volontaria e correttamente retribuiti”. Una posizione che collide frontalmente con la ricostruzione dei sindacati e con quanto già riconosciuto in primo grado dal tribunale, e che ora dovrà misurarsi con una causa collettiva di proporzioni inedite per il trasporto pubblico milanese.