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Studente della Bocconi accoltellato per 50 euro in corso Como: 20 anni al responsabile, Davide Cavallo abbraccia i suoi aggressori prima della sentenza

Il gup Alberto Carboni ha condannato Alessandro Chiani partendo da una base di 30 anni ridotta di un terzo per il rito abbreviato.

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Si è chiuso con una condanna a 20 anni il processo con rito abbreviato per l’aggressione avvenuta la notte del 12 ottobre scorso in corso Como, a Milano. Alessandro Chiani, ritenuto l’autore della coltellata che provocò allo studente universitario Davide Cavallo una gravissima lesione midollare, è stato condannato dal gup Alberto Carboni per tentato omicidio e rapina pluriaggravati. Il giudice è partito da una pena base di 30 anni, ridotta di un terzo in ragione del rito scelto.

Per Ahmed Atia, l’altro imputato maggiorenne accusato di aver fatto da palo durante l’aggressione, la situazione è radicalmente diversa: il reato di tentato omicidio pluriaggravato è stato riqualificato in omissione di soccorso, con assoluzione dall’accusa di rapina pluriaggravata e una pena di dieci mesi. Avendo già trascorso sei mesi in carcere, per lui è stata disposta la scarcerazione. Il risarcimento nei suoi confronti sarà definito in sede civile. Parallelamente prosegue davanti al Tribunale per i minorenni il procedimento a carico degli altri tre componenti del gruppo, tutti minorenni all’epoca dei fatti: udienza fissata al 9 luglio in abbreviato.

Le provvisionali: 500mila euro a Davide, 50mila ai genitori

Il giudice ha disposto una provvisionale di 500mila euro a favore di Davide Cavallo e di 50mila euro ciascuno per i suoi genitori e il fratello, a carico di Chiani. Davide si è presentato in tribunale sorretto dalle stampelle, testimonianza visibile delle conseguenze ancora pesantissime di un’aggressione consumata per rubargli appena 50 euro nel cuore della movida milanese.

L’abbraccio in aula

Poco prima che il giudice si ritirasse in camera di consiglio, uno dei momenti più intensi dell’udienza: Davide Cavallo ha chiesto di potersi avvicinare ai due imputati per abbracciarli. I tre hanno poi parlato a lungo in aula. All’uscita dal Palazzo di Giustizia il giovane non ha rilasciato dichiarazioni, lasciando il tribunale insieme alla famiglia.

Dopo la sentenza, i suoi legali hanno riferito il suo pensiero: “Il pensiero di Davide nei confronti di entrambi gli imputati è che in futuro possano essere delle persone migliori”. Secondo quanto comunicato dalla difesa, il giovane sarebbe rimasto “stupito” dalla pena inflitta a Chiani e si augura che anche Atia “possa imparare dalla vicenda, dalla carcerazione che ha subito”.

I genitori e il fratello di Davide hanno vissuto la lettura della sentenza con un sentimento misto. “Anche loro sono rimasti stupiti della condanna a 20 anni”, ha riferito l’avvocato Luca Lazzaroni, uno dei legali della famiglia. “È stato come se il loro sentimento di giustizia si fosse rimodulato”. Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 30 giorni.

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