Svolta nel processo per l’incendio della Torre dei Moro: chiesti fino a 8 anni di carcere per i 12 imputati
La Procura di Milano chiede condanne fino a 8 anni per l’incendio della Torre dei Moro. Prossima udienza il 19 gennaio.
Arrivano le prime richieste di condanna nel processo per l’incendio della Torre dei Moro, il grattacielo di via Antonini devastato dal rogo del 29 agosto 2021. La pm di Milano Marina Petruzzella ha avanzato pene che vanno da tre anni e sei mesi fino a otto anni di reclusione per i dodici imputati, chiamati a rispondere di disastro colposo.
Otto anni chiesti per chi produsse i pannelli della facciata
La richiesta più severa riguarda Teodoro Martinez Lopez, legale rappresentante della società spagnola Alucoil, che aveva realizzato i pannelli utilizzati per il rivestimento esterno dell’edificio. Secondo l’accusa, proprio quei materiali avrebbero avuto un ruolo determinante nella rapidissima propagazione delle fiamme.
Pene rilevanti sono state chieste anche per altri imputati coinvolti nella progettazione, realizzazione e vendita dell’immobile, tra cui Stefania Grunzweig, amministratrice della Polo srl, e Ettore Zambonini, titolare dell’impresa che eseguì i lavori sulle cosiddette “vele” della facciata, ritenute altamente infiammabili. La prossima udienza è fissata per il 19 gennaio.
Il rogo del 29 agosto 2021: una tragedia senza vittime
L’incendio scoppiò nel pomeriggio di fine agosto e in pochi minuti avvolse l’intero edificio, alto circa 70 metri. All’interno si trovavano una trentina di persone, tutte riuscite a mettersi in salvo. Nessuna vittima, ma immagini impressionanti che fecero il giro del mondo e accesero il dibattito sulla sicurezza dei materiali utilizzati nelle facciate dei grattacieli.
La ricostruzione e la lunga attesa degli inquilini
Dopo anni di incertezza, nell’agosto 2024 sono iniziati i lavori di ricostruzione dell’edificio, affidati al progetto dell’architetto Marco Piva. Il nuovo complesso, ribattezzato Torre SeTa, sta sorgendo sulle strutture esistenti, senza demolizione totale.
Nel frattempo, molti residenti continuano a vivere una situazione definita “da sfratto permanente”: da oltre quattro anni senza poter rientrare nelle proprie abitazioni, spesso con mutui ancora da pagare e senza una data certa per il ritorno a casa.