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Tar Milano, boom di ricorsi degli insegnanti: quasi metà delle cause contro il Ministero dell’Istruzione

Al Tar Lombardia cresce il contenzioso scolastico: quasi metà dei ricorsi arriva da docenti per la carta del docente. Il Ministero rischia spese legali evitabili.

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Il contenzioso legato alla scuola sta assumendo dimensioni sempre più rilevanti davanti al Tribunale amministrativo regionale della Lombardia. Secondo i dati diffusi in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2026 della giustizia amministrativa, quasi la metà dei ricorsi presentati nel 2025 al Tar di Milano riguarda infatti cause avviate da insegnanti contro il Ministero dell’Istruzione e del Merito. A evidenziarlo è Marco Buricelli, neo presidente della sezione milanese del tribunale amministrativo, che ha sottolineato come questa situazione stia generando costi legali significativi per l’amministrazione statale, spesso evitabili.

Il nodo della carta del docente

Gran parte delle controversie riguarda il riconoscimento della cosiddetta “carta del docente”, il bonus annuale da 500 euro destinato alla formazione professionale degli insegnanti. Molti ricorsi sono stati presentati da docenti con contratto a tempo determinato con incarico annuale, che chiedono l’applicazione delle sentenze che hanno equiparato la loro posizione a quella dei colleghi di ruolo. Sia la Corte di Giustizia dell’Unione europea sia la Cassazione del lavoro hanno infatti stabilito che anche questi insegnanti hanno diritto al contributo. Secondo il Tar Lombardia, numerosi ricorsi servono proprio a far eseguire decisioni già emesse dai tribunali del lavoro che hanno condannato il Ministero a riconoscere il bonus anche ai precari.

Numeri in forte crescita nel 2025

Il fenomeno ha inciso in modo significativo sull’andamento complessivo delle cause amministrative. Al 31 dicembre 2025 i ricorsi depositati al Tar lombardo sono stati 5.280, in forte aumento rispetto ai circa 3.400 registrati nel 2024. Di questi, circa 2.300 riguardano proprio le controversie sulla carta del docente. Nei primi mesi del 2026, inoltre, il trend non mostra segnali di rallentamento.

Nel complesso, alla fine del 2025 risultavano ancora pendenti 7.060 cause, mentre al 12 marzo 2026 i procedimenti in attesa di definizione erano 6.930. Un incremento rispetto ai 5.760 fascicoli ancora aperti alla fine del 2024.

Gli altri contenziosi davanti al Tar

Al di fuori delle controversie legate alla scuola, l’andamento del contenzioso amministrativo nel 2025 è rimasto sostanzialmente stabile rispetto agli anni precedenti. Non si registrano variazioni significative nei ricorsi legati a edilizia e urbanistica, temi particolarmente sensibili nel contesto milanese perché coinvolgono istituzioni, magistratura, imprese e grandi interessi economici legati allo sviluppo immobiliare. In lieve diminuzione risultano invece i procedimenti relativi alle interdittive antimafia e alle questioni legate all’immigrazione e allo status degli stranieri.

Appalti pubblici e regolazione energetica tra i casi più frequenti

Tra le circa 4.000 cause decise nel corso dell’anno dai magistrati delle cinque sezioni del tribunale, una quota importante ha riguardato gare pubbliche e appalti per lavori, servizi e forniture. Un numero consistente di ricorsi ha inoltre interessato provvedimenti emanati dall’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente (ARERA), che vigila sui settori dell’energia elettrica, del gas, dell’acqua e del ciclo dei rifiuti.

Processi più rapidi della media europea

Nonostante l’aumento del numero dei procedimenti, i tempi della giustizia amministrativa restano contenuti. La durata media di un processo davanti al Tar di Milano è di circa un anno e cinque mesi, ben al di sotto del limite di tre anni indicato come termine ragionevole dalla Convenzione europea dei diritti dell’uomo.

Secondo il presidente Buricelli, lo stato complessivo della giustizia amministrativa sul territorio può essere considerato positivo, con un contenzioso sotto controllo e un impegno costante del tribunale a garantire decisioni rapide ma ponderate.

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