Terminal di Lampugnano nel degrado, la denuncia dei residenti: “Furti, aggressioni e recinzioni manomesse da 6 anni”
I residenti di Bonola denunciano anni di segnalazioni inascoltate dalla Giunta: “Assessori Censi e Granelli assenti, serve un piano stabile o un nuovo terminal”
Il terminal bus di Lampugnano, snodo cruciale per la mobilità del quadrante ovest di Milano, torna al centro delle denunce dei residenti. Accanto alla fermata M1, in un’area che ogni giorno accoglie viaggiatori diretti verso altre città italiane ed europee, pendolari, studenti e turisti, si consuma da anni una situazione che il Comitato Residenti di Bonola descrive come strutturale e non più tollerabile: furti ai passeggeri, bagagli sottratti, presenze aggressive, recinzioni manomesse e spazi occupati in modo irregolare. Un problema segnalato senza interruzioni dal 2019, rimasto finora privo di risposte concrete da parte della Giunta comunale.
Episodi gravi e controlli insufficienti
La Polizia Locale ha già rafforzato più volte i controlli nell’area, con presidi mirati contro furti, vendite abusive e comportamenti aggressivi. Ma per i residenti il punto è proprio questo: se un’area richiede interventi straordinari in modo continuativo, significa che la gestione ordinaria non funziona. Sgomberare una situazione per vederne nascere un’altra poche settimane dopo non è una soluzione. Lampugnano ha bisogno, secondo il comitato, di un piano strutturato che comprenda sicurezza stabile, videosorveglianza, illuminazione adeguata, personale fisso, manutenzione costante e una gestione chiara degli spazi.
La politica assente: “Dalla Giunta nessun riscontro in 6 anni”
Il Comitato Residenti di Bonola punta il dito contro gli assessori Arianna Censi e Marco Granelli e la vicesindaca Anna Scavuzzo, accusati di non aver fornito alcun riscontro alle segnalazioni ripetute nel tempo. Alcuni consiglieri comunali hanno sollevato il tema in aula, ma senza produrre risultati tangibili. “L’ultima tentata violenza ha attirato per qualche ora l’attenzione mediatica”, scrivono i residenti, “che a distanza di pochi giorni è svanita come l’interesse degli assessori.” Un attacco diretto, che arriva mentre alcuni esponenti della Giunta Sala avrebbero già manifestato ambizioni per le elezioni comunali del 2027.
Da tempo in Comune si discute del futuro del terminal, la cui concessione è destinata a scadere. Sul tavolo l’ipotesi di una riqualificazione profonda dell’area o, in alternativa, il trasferimento del servizio in una struttura più moderna e controllata. Per i residenti la questione non riguarda solo la logistica dei pullman, ma il tipo di accoglienza che Milano intende offrire a chi arriva in città. Un terminal internazionale privo di sala d’attesa sicura, bagni funzionanti, deposito bagagli e percorsi ordinati è incompatibile con l’immagine di capitale europea che la città rivendica nei grandi eventi e nelle trasformazioni urbane.
Il riflesso su tutta la zona ovest
Le ricadute del degrado di Lampugnano non si limitano all’area del terminal. L’intero quadrante ovest, che comprende San Siro, QT8, Bonola, Lotto, Trenno e via Novara, subisce le conseguenze di uno snodo insicuro, soprattutto nei giorni di partita, concerto o manifestazione, quando la pressione sui flussi aumenta sensibilmente. Un terminal degradato non danneggia solo i viaggiatori di passaggio: erode la vivibilità dei residenti, penalizza gli operatori commerciali della zona e consegna a chi arriva a Milano per la prima volta un’immagine che la città non può più permettersi.