Torna "Vite in Campo": Fiera Milano gioca con i detenuti di Bollate e sostiene le attrezzature dell'istituto
La rappresentativa di Fiera Milano, con il presidente Carlo Bonomi tra i giocatori, ha affrontato la squadra composta da persone detenute
Nel campo della Casa di Reclusione di Milano-Bollate si è giocata venerdì 25 settembre la seconda tappa di "Vite in Campo", il progetto avviato da Fiera Milano in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026. La differenza rispetto all'anno scorso sta nella formula. La prima edizione aveva portato dentro l'istituto il racconto di atleti chiamati a testimoniare l'esperienza sportiva; questa volta una rappresentativa dell'ente fieristico ha disputato una partita contro una squadra composta da persone detenute. Tra i giocatori anche il presidente Carlo Bonomi.
L'iniziativa mette in evidenza un insieme di pratiche che il gioco di squadra impone a chiunque scenda in campo: rispettare le regole, assumersi una responsabilità verso i compagni, costruire una relazione con chi si ha di fronte. Accanto all'incontro sportivo, Fiera Milano ha annunciato un intervento sulle dotazioni sportive dell'istituto, calibrato sulle carenze rilevate negli spazi destinati all'attività fisica. È la parte del progetto destinata a restare dopo la giornata.
Bonomi: "L'eredità dei Giochi per uno sport che crea incusione"
"Essere stati sede e partner dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 ci ha consegnato una responsabilità: fare in modo che l'eredità di un evento di questa portata non si esaurisse all'interno dei nostri padiglioni, ma diventasse un patrimonio per Milano, la Lombardia e l'intero Paese", ha dichiarato Carlo Bonomi, presidente di Fiera Milano. "La partita di oggi, insieme alla comunità dell'Istituto di Bollate, ne è stata una testimonianza, dimostrando come lo sport possa creare occasioni di incontro, inclusione e partecipazione".
Il presidente ha poi allargato il discorso al ruolo dell'ente: "Il ruolo di Fiera Milano va oltre il contributo che ogni giorno offriamo allo sviluppo del sistema produttivo del nostro Paese: significa anche mettere le nostre competenze, la nostra capacità progettuale e il nostro patrimonio di relazioni al servizio della collettività. È una responsabilità che intendiamo esercitare anche attraverso la promozione di iniziative di rilevanza sociale, capaci di generare valore per le persone e per il territorio. È in questa direzione che vogliamo valorizzare l'eredità olimpica, trasformando l'esperienza dei Giochi in un impegno destinato a proseguire nel tempo".