Tram deragliato a Milano, aperta la scatola nera: i dati chiave per stabilire se fu malore, distrazione o guasto
Sono iniziate a Milano le operazioni di estrazione dei dati dalla scatola nera del tram della linea 9 che il 27 febbraio scorso deragliò in via Vittorio Veneto, schiantandosi contro un muro e causando la morte di due passeggeri e il ferimento di molte altre persone. L’accertamento tecnico, affidato oggi a un perito specializzato, è […]
Sono iniziate a Milano le operazioni di estrazione dei dati dalla scatola nera del tram della linea 9 che il 27 febbraio scorso deragliò in via Vittorio Veneto, schiantandosi contro un muro e causando la morte di due passeggeri e il ferimento di molte altre persone. L’accertamento tecnico, affidato oggi a un perito specializzato, è stato definito ripetibile, a differenza di quanto si ritenesse in precedenza: un elemento che amplia le garanzie procedurali per tutte le parti coinvolte.
L’indagine: disastro ferroviario, omicidio e lesioni colpose a carico del conducente
Il procedimento è coordinato dalla pm Corinna Carrara e dall’aggiunto Calogero Piscitello e delegato alla Polizia Locale. Il conducente del tram, Pietro Montemurro, dipendente ATM, risulta indagato per disastro ferroviario, omicidio colposo e lesioni colpose. Interrogato su sua richiesta il primo aprile, Montemurro ha dichiarato agli inquirenti di essere svenuto prima della fermata non effettuata, quando il mezzo era in fase di accelerazione, indicando anche il punto preciso in cui avrebbe perso i sensi.
La telefonata e il malore: le due ipotesi al centro dell’analisi
Il nodo investigativo ruota attorno a tre scenari alternativi: un malore del tranviere, una distrazione legata a una telefonata in corso durante la guida o un guasto tecnico del mezzo. Sul punto della telefonata, i legali del conducente, gli avvocati Mirko Mazzali e Benedetto Tusa, hanno precisato che la chiamata con un collega, della durata contestata di 3 minuti e 40 secondi e terminata 12 secondi prima dell’impatto, “è durata al massimo un minuto e poi, come può succedere, non è stata chiusa”. Una distinzione che i difensori ritengono rilevante ai fini della ricostruzione della responsabilità.
Perché la scatola nera è determinante per la ricostruzione della dinamica
I dati registrati dalla scatola nera sono attesi come elemento centrale dell’intera istruttoria. Il dispositivo dovrebbe restituire informazioni precise su velocità, frenate, eventuali anomalie tecniche e altri parametri operativi del tram nei secondi precedenti al deragliamento. Incrociati con le dichiarazioni del conducente e i dati della telefonia, consentiranno agli inquirenti di stabilire con maggiore certezza la sequenza degli eventi e, soprattutto, la causa principale dell’incidente.