Tram deragliato a Milano: blackout della telecamera e malore del conducente al centro delle indagini
Indagini su malore del conducente, guasto tecnico e registrazioni video.
Venerdì 27 febbraio, poco dopo le 16, un tram della linea 9 a Milano è deragliato in viale Vittorio Veneto all’angolo con via Lazzaretto, schiantandosi contro un palazzo. L’incidente ha provocato due vittime, Ferdinando Favia e Okon Johnson Lucky, e il ferimento di 54 passeggeri. La dinamica dell’evento resta al momento oggetto di indagini approfondite, con più piste aperte tra malore del conducente e possibili guasti tecnici.
Secondo la prima ricostruzione, il conducente del tram, Pietro M., 60 anni, ha riportato una botta al piede sinistro poco prima di salire a bordo, mentre aiutava un passeggero disabile a salire in carrozzina. Il dolore crescente e un successivo episodio di sincope vasovagale, una riduzione improvvisa della pressione con rallentamento della frequenza cardiaca, avrebbero contribuito alla perdita di controllo del mezzo. Pietro M. è stato dimesso dall’ospedale Niguarda con dieci giorni di prognosi per trauma cranico, ansia e sincope.
Comunicazioni e sequestro documentale
Gli inquirenti hanno acquisito le comunicazioni tra il conducente e la control room di Atm. Alle 16.11 circa, Pietro M. avrebbe riferito: “Male, male, mi sono fatto male… deragliamento”. Tuttavia, non è chiaro se si tratti dell’unico contatto intercorrente con la centrale. Il decreto di sequestro dei documenti e delle registrazioni mira a chiarire ogni dettaglio della gestione della corsa e della comunicazione tra tram e control room.
Il mistero del blackout della telecamera
Un elemento cruciale è il blackout registrato dalla telecamera esterna del Tramlink 7707. Le immagini si interrompono pochi secondi prima dell’impatto e riprendono solo quando il tram è già incastrato nella vetrina dell’edificio. Gli investigatori stanno verificando se si sia trattato di un calo di tensione, di un guasto tecnico o di una coincidenza casuale.
In parallelo, il sistema di sicurezza “uomo morto”, progettato per attivare automaticamente la frenata d’emergenza in assenza di input dal conducente, non si sarebbe attivato. Questo blackout pone interrogativi sul funzionamento dei dispositivi di sicurezza nei momenti critici.
Scatola nera e ulteriori accertamenti
Le autorità stanno analizzando i dati della scatola nera del tram, lo smartphone del conducente e altre fonti video esterne, comprese telecamere private e dashcam, per verificare eventuali distrazioni o malfunzionamenti. L’obiettivo è stabilire se il deragliamento sia imputabile a un malore, a un guasto tecnico o a una combinazione di fattori.
Gli accertamenti proseguono sotto la supervisione del pm Elisa Calanducci, con la Squadra interventi speciali della polizia locale, coordinata dal comandante Gianluca Mirabelli. Al momento, nessuna ipotesi viene esclusa e l’indagine resta aperta su più fronti, in attesa di chiarire gli ultimi secondi decisivi prima della tragedia.