Tram deragliato a Milano, il conducente ai pm: “Sono svenuto prima dell’impatto, non ero al telefono”
Il conducente del tram deragliato a Milano parla ai pm: “Un malore improvviso prima dell’impatto”. Dubbi sulla telefonata e indagini ancora in corso.
A oltre un mese dal drammatico deragliamento del tram a Milano, il conducente rompe il silenzio e racconta la sua versione dei fatti ai magistrati. Durante un lungo interrogatorio, l’uomo ha spiegato di aver perso conoscenza poco prima dell’impatto, descrivendo un improvviso “buco nero” che gli avrebbe impedito di controllare il mezzo. Il tragico incidente, avvenuto il 27 febbraio, aveva causato la morte di due passeggeri e il ferimento di circa cinquanta persone.
Il malore improvviso e i dubbi sulle condizioni fisiche
Secondo la ricostruzione fornita dal tranviere, alla guida del mezzo al momento dello schianto, tutto sarebbe iniziato con un malore improvviso mentre il tram era in accelerazione. I medici avrebbero ipotizzato una sincope, una perdita temporanea di coscienza che potrebbe aver reso impossibile qualsiasi intervento per evitare la tragedia. L’uomo ha inoltre riferito di aver accusato un forte dolore al piede già nelle ore precedenti, a seguito di un piccolo infortunio durante il servizio.
Il nodo della telefonata
Uno degli elementi centrali dell’indagine riguarda una chiamata effettuata poco prima dell’incidente. Dai primi accertamenti, la conversazione risulterebbe durata oltre tre minuti, ma il conducente nega di essere stato al telefono durante la marcia. Secondo la sua versione, la telefonata sarebbe avvenuta quando il mezzo era fermo e si sarebbe conclusa rapidamente, con una possibile anomalia tecnica che avrebbe mantenuto la linea aperta più a lungo del reale dialogo.
Le verifiche sui sistemi di sicurezza
Nel corso dell’interrogatorio è stato affrontato anche il funzionamento dei dispositivi di sicurezza del tram, tra cui il sistema che dovrebbe bloccare automaticamente il mezzo in caso di mancata reazione del conducente. L’ipotesi è che la posizione della leva durante lo svenimento possa aver impedito l’attivazione immediata dei freni, contribuendo alla perdita di controllo del veicolo.
Le verifiche proseguono con analisi approfondite, tra cui l’esame dei dati registrati dalla “scatola nera” del tram e i controlli sui dispositivi telefonici. Saranno questi accertamenti a stabilire se la ricostruzione del conducente sia compatibile con gli elementi oggettivi raccolti dagli investigatori.