Tram deragliato a Milano, indagine su malore del conducente e sistema frenante: ai pm la relazione dei vigili
Due morti e 54 feriti per il deragliamento del tram 9. Indagato il conducente
Un normale pomeriggio milanese si è trasformato in tragedia quando il tram della linea 9 è uscito dai binari in viale Vittorio Veneto, finendo contro un edificio. Il bilancio è pesantissimo: due morti e 54 feriti. Tra le vittime c’è Ferdinando Favia, 59 anni, mentre la seconda persona deceduta è un cittadino di origine nordafricana. Non si tratta del 57enne senegalese Abdou Karim Toure, inizialmente indicato come vittima: Toure è ricoverato in codice rosso e sta ricevendo cure mediche. La seconda vittima non è ancora identificata, e le autorità stanno cercando di rintracciare i familiari.
La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio colposo e lesioni colpose. Sul tavolo della pm Elisa Calanducci, che coordina le indagini con il procuratore Marcello Viola, è attesa anche la relazione della Polizia locale, impegnata nella ricostruzione tecnica dell’accaduto.
Il racconto del conducente: “Ho visto tutto nero”
Alla guida del convoglio c’era un tranviere sessantenne con oltre trent’anni di esperienza in ATM. Agli agenti avrebbe riferito di aver accusato prima un dolore alla gamba e poi un improvviso mancamento: «Mi sono sentito male, è diventato tutto nero e ho perso il controllo».
Ricoverato all’Ospedale Niguarda, è stato successivamente dimesso. Gli esami tossicologici hanno escluso l’assunzione di alcol o sostanze stupefacenti. Il cellulare è stato sequestrato come atto dovuto. Nei prossimi giorni l’uomo potrebbe essere nuovamente ascoltato dagli inquirenti e l’iscrizione nel registro degli indagati appare un passaggio tecnico necessario per consentire ulteriori accertamenti.
Lo scambio non attivato e la traiettoria fuori controllo
Secondo le prime ricostruzioni, il tram avrebbe dovuto proseguire dritto verso Porta Venezia. La mancata attivazione dello scambio lo avrebbe invece deviato su un altro tracciato. Poco dopo, il mezzo è uscito dai binari, ha attraversato l’incrocio oscillando vistosamente – come mostrano alcuni video ripresi dagli automobilisti – e si è schiantato contro la facciata di un palazzo. La velocità al momento dell’ingresso nello scambio sarebbe stata compresa tra i 20 e i 40 chilometri orari. Sarà una perizia cinematica a stabilire con precisione dinamica e responsabilità.
Sotto esame il sistema frenante e la manutenzione
Gli investigatori stanno verificando anche il corretto funzionamento del dispositivo di sicurezza cosiddetto “uomo morto”, il sistema che dovrebbe attivare automaticamente la frenata se il conducente non dà segnali di vigilanza per circa 30 secondi.
Acquisite le immagini delle telecamere interne e i dati tecnici del convoglio. Sotto la lente pure l’infrastruttura: la sera precedente le rotaie erano state sottoposte a un intervento di molatura ordinaria, ora oggetto di verifica per escludere eventuali anomalie.
L’albero che ha evitato conseguenze peggiori
Prima dell’impatto contro le vetrine del ristorante Robata Kan, il tram ha urtato un grande albero. Secondo i primi rilievi, quell’ostacolo avrebbe impedito il ribaltamento completo del mezzo, limitando un bilancio che avrebbe potuto essere ancora più grave. Il locale è stato pesantemente danneggiato e resterà chiuso per consentire le verifiche strutturali. I dipendenti parlano di una scena “come dopo una guerra”, ma esprimono vicinanza alle famiglie delle vittime e ai feriti.
Sfollati in albergo, il Comune garantisce assistenza
Alcuni residenti dello stabile colpito sono stati evacuati e ospitati temporaneamente in hotel. Il sindaco Beppe Sala ha assicurato la piena presa in carico delle famiglie e la collaborazione dell’amministrazione con la magistratura per fare chiarezza sulle cause.