Tram deragliato a Milano, nuova svolta nell’indagine: telefonata del conducente a 12 secondi dallo schianto
Una nuova timeline cambia lo scenario dell’incidente
L’inchiesta sul deragliamento del tram 9 a Milano, tragedia che ha causato due vittime e oltre cinquanta feriti, entra in una fase cruciale. Le ultime analisi tecniche stanno infatti riscrivendo la sequenza degli eventi, concentrando l’attenzione su un dettaglio decisivo: l’uso del telefono da parte del conducente nei minuti immediatamente precedenti allo schianto. Secondo le nuove ricostruzioni, la conversazione con un collega si sarebbe conclusa appena dodici secondi prima dell’impatto contro l’edificio all’angolo tra viale Vittorio Veneto e via Lazzaretto. Un elemento che riduce drasticamente il margine temporale rispetto alle ipotesi iniziali.
Telefonata ravvicinata allo schianto: il punto degli inquirenti
I dati finora raccolti indicano che l’incidente si è verificato alle 16:11 e 25 secondi, mentre la chiamata si sarebbe interrotta alle 16:11 e 13 secondi. Il colloquio, durato poco meno di quattro minuti, sarebbe iniziato poco prima della fase critica del tragitto.
Questa nuova scansione temporale modifica il quadro investigativo. Se confermata, rafforzerebbe l’ipotesi di una distrazione alla guida, considerata la stretta coincidenza tra la fine della telefonata e una serie di manovre decisive: una fermata non effettuata, uno scambio non attivato e l’ingresso in curva a velocità sostenuta.
La difesa insiste: “È stato un malore improvviso”
Di fronte a questa ricostruzione, la linea difensiva del conducente resta invariata. L’uomo sostiene di aver perso il controllo del mezzo a causa di una sincope vasovagale, scatenata da un forte dolore al piede dopo un infortunio avvenuto durante il servizio. Secondo i legali, proprio quel dolore sarebbe stato oggetto della telefonata. La chiamata, pur irregolare durante la guida, si sarebbe conclusa prima della perdita di coscienza. Un dettaglio che, se confermato, potrebbe sostenere l’ipotesi di un malore improvviso e non di una distrazione.
Indagini tecniche ancora aperte: attesa per la scatola nera
Il quadro definitivo è però ancora lontano. Gli investigatori attendono i dati della scatola nera del tram, che dovranno essere incrociati con le informazioni telefoniche per ricostruire con precisione velocità, frenata e comandi del conducente. Parallelamente, sono stati acquisiti documenti interni di Atm relativi alla formazione del personale, alle procedure di sicurezza e all’uso dei dispositivi mobili in cabina. Un’analisi che punta a chiarire anche il ruolo del cosiddetto “fattore umano” nella dinamica dell’incidente.
Il nodo della chat cancellata e i dubbi sul post-incidente
Resta aperto anche un altro fronte: quello della conversazione tra il conducente e un ispettore intervenuto subito dopo lo schianto. La chat sarebbe stata cancellata, circostanza che ha portato al sequestro del telefono dell’ispettore. Un elemento che non spiega da solo le cause del deragliamento, ma che potrebbe rivelarsi utile per comprendere cosa sia accaduto nei minuti immediatamente successivi all’impatto.