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Tram deragliato a Milano: sequestrato il telefono di un ispettore Atm per una chat cancellata con il conducente

Nuovi sviluppi sull’incidente del tram a Milano

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Si apre un nuovo capitolo nell’inchiesta sul deragliamento del tram della linea 9 a Milano. Gli investigatori hanno sequestrato il telefono cellulare di un ispettore di ATM, tra i primi a intervenire sul luogo dell’incidente, per fare luce su alcuni messaggi cancellati ritenuti rilevanti per le indagini. Il provvedimento è stato eseguito dagli agenti della polizia locale, coordinati dal comandante Gianluca Mirabelli, che hanno acquisito il dispositivo per verifiche tecniche. L’ispettore, al momento, non risulta indagato.

La chat scomparsa tra ispettore e conducente

Al centro degli accertamenti c’è una conversazione tra l’ispettore e il tranviere alla guida del mezzo coinvolto nell’incidente. I due avrebbero comunicato subito dopo il deragliamento, avvenuto nel pomeriggio del 27 gennaio in viale Vittorio Veneto.

Durante gli interrogatori, l’ispettore ha dichiarato di aver eliminato la chat. Tuttavia, alcune tracce dello scambio sarebbero state individuate sul telefono del conducente. Un elemento che ha spinto gli inquirenti ad approfondire per capire cosa contenessero quei messaggi e se la loro cancellazione sia stata una scelta autonoma o il risultato di eventuali pressioni.

Il nodo delle responsabilità

Gli investigatori stanno cercando di ricostruire con precisione quanto accaduto nei minuti immediatamente successivi all’incidente. Il tema della cancellazione dei messaggi è considerato cruciale perché potrebbe incidere sulla ricostruzione dei fatti e sulle eventuali responsabilità. Parallelamente proseguono le analisi tecniche, tra cui l’esame della cosiddetta “scatola nera” del tram e gli accertamenti cinematici, mentre è già stata effettuata la copia forense del cellulare del conducente.

La posizione del tranviere

Il conducente, unico indagato, ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati della Procura di Milano. È accusato di reati gravi legati al disastro, che ha provocato la morte di due passeggeri e il ferimento di decine di persone. Secondo il suo legale, l’avvocato Mirko Mazzali, l’uomo sarebbe stato colpito da un malore improvviso durante la guida, perdendo conoscenza prima dell’impatto. La difesa esclude inoltre l’utilizzo del telefono al momento dell’incidente, sostenendo l’assenza di traffico dati nelle fasi cruciali.

Sicurezza dei trasporti e reazioni in città

Il caso si inserisce in un periodo delicato per il trasporto pubblico milanese, segnato da diversi episodi nelle ultime settimane. Il sindaco Beppe Sala ha invitato a non mettere in dubbio la sicurezza complessiva dei tram, pur riconoscendo le preoccupazioni dei cittadini.

Nel frattempo, associazioni come il Codacons hanno chiesto verifiche approfondite sui mezzi e sulla rete, mentre il dibattito sulla mobilità urbana torna al centro dell’attenzione anche in vista delle prossime sfide politiche.

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