Trasporto disabili a Milano, l’appalto che non regge i conti: servizio essenziale a rischio
Dietro una gara formalmente regolare emergono numeri incompatibili con la realtà: costi fuori scala, ricavi insufficienti e nessun correttivo previsto
A Milano esistono appalti che sulla carta funzionano, ma nella realtà rischiano di implodere. È il caso del servizio di trasporto scolastico e accompagnamento degli studenti con disabilità, affidato dal Comune a Dibiasibus Srl, azienda specializzata in servizi ad alta complessità sociale. Un appalto formalmente corretto, ma economicamente insostenibile, che mette sotto pressione sia l’operatore sia la continuità di un servizio essenziale.
La gara e le promesse di sostenibilità
La procedura pubblica, bandita nell’estate 2025, stimava un valore annuo di circa 860 mila euro. Dibiasibus ha partecipato con un ribasso minimo, coerente con un servizio che richiede personale qualificato, mezzi dedicati e standard elevatissimi per studenti con disabilità anche gravi. Da settembre 2025 il servizio è operativo con 29 veicoli, ciascuno vincolato a percorsi, orari e modalità interamente definiti dall’amministrazione comunale.
Non solo trasporto: l’accompagnamento obbligatorio
Il nodo centrale sta nella natura del servizio. Non si tratta di un semplice trasferimento casa-scuola, ma di un’attività che include l’accompagnamento continuo degli studenti, spesso non autosufficienti. Questo comporta personale fisso a bordo, turni frammentati legati agli orari scolastici e l’impossibilità di ottimizzare l’organizzazione del lavoro. Il risultato è un peso enorme sui costi della manodopera, aggravato da una clausola sociale priva di copertura economica.
I numeri reali smentiscono la gara
Con l’avvio a regime del servizio, il divario tra progetto e realtà è diventato evidente. A fronte di un valore teorico di 860 mila euro annui, i ricavi effettivamente riconosciuti non arrivano a 650 mila euro. Nel frattempo, il costo del personale è esploso, arrivando a superare del 50% le stime iniziali. Oggi la sola manodopera costa circa 1,146 milioni di euro l’anno, più di mezzo milione in più rispetto ai corrispettivi riconosciuti.
Qui non si parla di margini ridotti o difficoltà gestionali. I conti non tornano per definizione. Ogni giornata di servizio genera perdite superiori ai 2 mila euro, con costi complessivi che superano i ricavi del 40-50%. È un’incompatibilità aritmetica: nessuna impresa può reggere un appalto in cui il costo del personale è quasi il doppio degli incassi previsti.
Servizio essenziale, stop impossibile
Il trasporto scolastico per studenti con disabilità è un servizio pubblico essenziale, legato direttamente al diritto allo studio. Per questo l’operatore non può sospenderlo o ridimensionarlo senza incorrere in responsabilità penali per interruzione di pubblico servizio. Dibiasibus si trova così intrappolata tra una perdita strutturale e l’impossibilità giuridica di fermarsi.
Il confronto con il Comune e lo stallo
L’azienda ha più volte segnalato formalmente al Comune di Milano lo squilibrio economico-finanziario, chiedendo l’attivazione degli strumenti previsti dalla normativa sugli appalti per il riequilibrio contrattuale. La risposta dell’amministrazione, però, è stata netta: nessuna modifica dell’assetto del servizio e nessun intervento correttivo previsto, lasciando all’operatore ogni decisione sulla prosecuzione del rapporto.
Dibiasibus ribadisce la disponibilità al dialogo, ma chiede assunzione di responsabilità e interventi immediati. Perché a essere in gioco non sono solo i bilanci, ma un servizio fondamentale per Milano e per chi non può permettersi che i numeri vengano prima dei diritti.