Urbanistica a Milano, la Cassazione decide sui sei ricorsi dell’inchiesta che scuote la città
Attesa la sentenza della Cassazione sull’inchiesta urbanistica di Milano: sei ricorsi in esame tra Procura e difese.
È attesa nelle prossime ore la decisione della Corte di Cassazione sul caso che ha travolto il settore urbanistico milanese. La Suprema Corte è chiamata a pronunciarsi su sei ricorsi – tre presentati dalla Procura di Milano e tre dalle difese – riguardanti le ordinanze emesse dal Tribunale del Riesame. L’inchiesta, che ha scosso il mondo politico e imprenditoriale della città, ipotizza un sistema di corruzione legato alla gestione di progetti edilizi e permessi urbanistici nel capoluogo lombardo.
I ricorsi al centro del caso
Il sostituto procuratore generale Cristina Marzagalli ha chiesto di dichiarare infondate le impugnazioni della Procura, relative ai provvedimenti con cui lo scorso agosto erano stati revocati gli arresti per Andrea Bezziccheri, imprenditore e patron di Bluestone, e per Alessandro Scandurra, componente della Commissione Paesaggio, inizialmente ai domiciliari.
Già nei giorni scorsi, la Procura generale aveva espresso parere negativo anche sul ricorso riguardante Manfredi Catella, CEO di Coima, per il quale il Riesame aveva annullato le misure cautelari. Durante l’udienza, il legale di Scandurra, l’avvocato Giacomo Lunghini, ha chiesto che il ricorso dei pubblici ministeri venga dichiarato “inammissibile”.
Le altre posizioni: ex assessori e manager
La Cassazione ha discusso anche i ricorsi presentati da Giancarlo Tancredi, ex assessore comunale, Giuseppe Marinoni, ex presidente della Commissione Paesaggio, e Federico Pella, manager del settore. Il Tribunale del Riesame aveva riqualificato per loro il reato di corruzione, da “contraria ai doveri d’ufficio” a “impropria” con “vendita della funzione pubblica”, sostituendo però i domiciliari con una misura interdittiva.
Una sentenza che può cambiare gli equilibri
La sentenza della Cassazione rappresenta un passaggio cruciale per l’intera inchiesta, che coinvolge figure chiave del mondo urbanistico milanese e potrebbe ridefinire il quadro giudiziario del caso. La decisione della Suprema Corte determinerà infatti se confermare le posizioni assunte dal Tribunale del Riesame o riaprire il fronte delle misure cautelari, in un’indagine che continua a tenere alta l’attenzione su trasparenza, governance e rapporti tra pubblico e privato nella Milano che costruisce il suo futuro.