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Urbanistica a Milano, scontro in aula: “Sei torri al Parco Lambro come Central Park”

In udienza tensione tra accusa e difese. Sacerdoti denuncia: “Municipi esclusi dai pareri sui progetti edilizi”.

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Il futuro del Parco Lambro finisce ancora al centro del dibattito giudiziario sull’urbanistica milanese. In aula è stato evocato lo scenario di sei grattacieli che avrebbero potuto trasformare l’area verde in qualcosa di simile a Central Park, con torri affacciate sul parco.

“Municipi esclusi dai pareri”: la denuncia di Sacerdoti

Nel corso dell’udienza, Sacerdoti ha ricordato come la riforma che ha sostituito le vecchie Zone con i Municipi, insieme al regolamento approvato nel 2016, abbia modificato profondamente il ruolo degli organismi territoriali. Secondo quanto riferito, i Municipi sarebbero stati progressivamente esclusi dalle comunicazioni relative ai progetti edilizi, perdendo un potere che in passato era vincolante. Un cambiamento che, a suo avviso, avrebbe ridotto la capacità di incidere sulle trasformazioni urbanistiche dei quartieri.

Tensione in aula tra pm e difese

L’udienza è stata segnata da momenti di forte tensione tra accusa e avvocati difensori, con ripetuti richiami all’ordine da parte della giudice Cristina Dani. Uno dei confronti più accesi ha riguardato la posizione di Alberto Roccella, ex docente di urbanistica, convocato in aula. Per il pubblico ministero doveva essere ascoltato come testimone, mentre secondo le difese avrebbe dovuto intervenire in qualità di consulente tecnico. La diversa qualificazione ha acceso il dibattito procedurale.

Dopo un serrato botta e risposta e l’intervento della giudice, il professore è stato congedato con l’invito a presentare una memoria scritta. Un epilogo accompagnato da scuse formali, ma che testimonia il clima acceso che caratterizza il procedimento.

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