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Torre Milano: la Procura chiede la confisca del grattacielo e 8 condanne per abuso edilizio

Pene fino a 2 anni e 4 mesi nel processo.

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Arriva una svolta nel procedimento legato alla realizzazione della Torre Milano, il grattacielo di via Stresa finito al centro di uno dei filoni delle indagini sull’urbanistica milanese. La pubblico ministero Marina Petruzzella ha chiesto otto condanne nell’ambito del processo, contestando reati di abuso edilizio e lottizzazione abusiva.

Tra le richieste avanzate dalla Procura figurano pene fino a due anni e quattro mesi di reclusione, accompagnate da sanzioni economiche. Tra gli imputati compare anche un ex dirigente del Comune di Milano, già responsabile dello Sportello unico per l’edilizia e coinvolto nella Commissione paesaggio, oltre a imprenditori e costruttori legati al progetto.

Il nodo della confisca del grattacielo

Uno degli aspetti più rilevanti riguarda la richiesta di confisca della Torre Milano, che potrebbe diventare effettiva nel caso di una condanna definitiva. Si tratta di un passaggio significativo, che evidenzia la gravità delle contestazioni mosse dalla Procura e il possibile impatto sulla gestione urbanistica della città.

Il procedimento rappresenta uno dei primi approdi giudiziari all’interno delle più ampie inchieste sulla pianificazione urbana a Milano. Le accuse si concentrano sulle modalità con cui sarebbe stato realizzato l’intervento edilizio, mettendo in discussione il rispetto delle normative e dei vincoli urbanistici. Dopo la requisitoria della Procura, la parola passa ora al tribunale, che dovrà valutare le richieste di condanna e stabilire eventuali responsabilità.

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