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Urbanistica Milano, indagini prorogate per un anno: famiglie ancora bloccate tra cantieri fermi e attese infinite

Il Comitato degli acquirenti denuncia una nuova incertezza: “Un altro anno sospesi, mentre chi ha agito in buona fede paga il prezzo più alto”

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Un altro anno di attesa, un altro rinvio che pesa come una sentenza. La proroga delle indagini sull’urbanistica milanese, richiesta dalla pm Marina Petruzzella, riapre una ferita che per centinaia di famiglie non si è mai rimarginata. Cantieri bloccati, case acquistate e mai consegnate, progetti congelati in un limbo giudiziario che sembra non avere fine.

La voce delle famiglie rimaste sospese

A parlare è Filippo Maria Borsellino, portavoce del Comitato che riunisce acquirenti e famiglie coinvolte nelle vicende urbanistiche finite sotto inchiesta. Per loro, la proroga non è un atto tecnico, ma una condanna a tempo indeterminato. Chi ha comprato casa in buona fede si ritrova oggi prigioniero di una situazione che non dipende dalle proprie scelte, ma dalle lungaggini investigative.

Secondo il Comitato, il paradosso è evidente: gli unici a pagare davvero sono proprio i cittadini che hanno rispettato le regole, investendo risparmi e progetti di vita. Famiglie costrette a rimandare traslochi, figli, stabilità, mentre il tempo passa senza certezze su tempi e responsabilità. L’urbanistica diventa così un problema non solo tecnico o giudiziario, ma profondamente umano.

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