Urbanistica Milano: la protesta del Comitato Famiglie Sospese davanti al Palazzo di Giustizia
Urbanistica a Milano, manifestazione davanti al Palazzo di Giustizia: oltre 4.000 famiglie chiedono soluzioni e certezze sul diritto alla casa.
Mercoledì 17 dicembre 2025, il Comitato Famiglie Sospese ha organizzato una manifestazione davanti al Palazzo di Giustizia di Milano per chiedere lo sblocco degli immobili finiti al centro di indagini e procedimenti giudiziari legati alle recenti vicende urbanistiche del Comune. L’obiettivo della mobilitazione è portare all’attenzione delle istituzioni una situazione che coinvolge migliaia di cittadini rimasti senza casa nonostante investimenti e sacrifici economici già sostenuti.
Oltre 4.000 nuclei familiari in attesa
Secondo quanto denunciato dal Comitato, sarebbero più di 4.000 le famiglie bloccate in una condizione di profonda incertezza. Molti acquirenti hanno firmato contratti in buona fede, versato caparre consistenti o addirittura saldato l’intero prezzo degli immobili, ritrovandosi però oggi senza la possibilità di entrare nelle proprie abitazioni.
Un limbo che, per numerosi nuclei familiari, significa affrontare un altro Natale lontano da casa, con progetti di vita sospesi e costi che continuano a gravare sui bilanci familiari.
Ferrarese (FdI): “Le famiglie non possono pagare errori altrui”
Alla manifestazione ha partecipato anche Mattia Ferrarese, consigliere di Fratelli d’Italia nel Municipio 3, che ha ribadito la necessità di un intervento istituzionale rapido e responsabile. Ferrarese ha sottolineato come le criticità emerse sembrino riconducibili a presunti errori procedurali e a scelte amministrative legate all’urbanistica comunale, responsabilità che non possono ricadere sui cittadini. “La politica – ha evidenziato – deve stare dalla parte delle famiglie oneste, tutelare il diritto alla casa e garantire certezza del diritto”.
Tra legalità e tutela dei cittadini
Pur nel pieno rispetto dell’autonomia della magistratura, secondo Ferrarese è indispensabile lavorare a soluzioni concrete che evitino di trasformare gli acquirenti in vittime collaterali di un sistema che mostra falle evidenti. Giovani coppie, famiglie e risparmiatori rischiano infatti di pagare un prezzo altissimo per vicende che non dipendono da loro.
Le difficoltà degli acquirenti: il caso Niguarda
A portare una testimonianza diretta è stata anche Federica Borsi, militante di Fratelli d’Italia e acquirente di un appartamento nella zona di Niguarda. Nonostante, secondo quanto riferito, l’impresa dichiari di avere la documentazione in regola, manca ancora il rilascio del permesso di costruire, lasciando il progetto fermo.
Nel frattempo, si susseguono incontri senza esiti concreti, mentre crescono i disagi: affitti da continuare a pagare, somme già versate per bloccare gli immobili e capitali disinvestiti in vista di lavori che potrebbero non partire nei tempi previsti.