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Vaiano Valle, i Garanti del Verde di Milano: “Non è un vuoto urbano da riempire, ma un’infrastruttura ecologica da preservare”

La proposta sul progetto di edificazione a sud-est della città: compensazione urbanistica e trasferimento delle volumetrie verso aree già impermeabilizzate, senza consumare suolo naturale.

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I Garanti del Verde, del Suolo e degli Alberi del Comune di Milano intervengono pubblicamente sul progetto di edificazione previsto nell’area di Vaiano Valle Nord, raccogliendo le preoccupazioni espresse da cittadini, comitati e associazioni del quartiere. Il tono del comunicato non è quello di una presa di posizione ideologica, ma di una riflessione sul modello urbanistico che Milano intende adottare nei prossimi decenni.

Vaiano Valle Nord, scrivono i Garanti, non è un vuoto urbano in attesa di essere riempito. È un margine ecologico che connette la città costruita con il Parco Sud e le aree agricole ancora attive: un’infrastruttura ambientale che svolge funzioni climatiche, paesaggistiche e sociali che nessuna compensazione monetaria può replicare. In una fase storica segnata dalla crisi climatica, dalla perdita di biodiversità e dall’espansione delle isole di calore urbane, il consumo di suolo naturale non può più essere trattato come una soluzione ordinaria di sviluppo, anche quando i diritti edificatori siano stati legittimamente acquisiti nel tempo.

Oltre la contrapposizione tra sviluppo e ambientalismo

Il comunicato respinge esplicitamente la lettura semplificata del conflitto come scontro tra progresso e ambientalismo. La questione posta è più strutturale: riguarda il rapporto tra trasformazione urbana e tutela degli ecosistemi residui, tra rendita fondiaria e interesse collettivo alla salvaguardia del capitale naturale della città.

A sostegno di questa posizione, i Garanti richiamano una tradizione di pensiero consolidata: Emilio Sereni sulla natura storica e collettiva del paesaggio, Antonio Cederna sulla distruzione irreversibile del territorio prodotta dalla speculazione, Salvatore Settis sul paesaggio come bene costituzionale e democratico. E il concetto di «terzo paesaggio» elaborato dal botanico e paesaggista francese Gilles Clément, che invita a riconoscere il valore ecologico dei margini urbani e degli spazi spontanei sopravvissuti ai bordi delle metropoli.

La proposta: compensazione urbanistica e riciclo del suolo già impermeabilizzato

La parte più concreta del documento riguarda la proposta alternativa all’edificazione. I Garanti chiedono di avviare un percorso di compensazione urbanistica che consenta di riallocare le volumetrie previste su Vaiano Valle verso aree che necessitano realmente di rigenerazione – superfici industriali dismesse, vuoti infrastrutturali, comparti incompiuti – dove il suolo è già impermeabilizzato o degradato e dove l’intervento edilizio non comporta perdita netta di ecosistemi.

Il meccanismo potrebbe fondarsi su accordi tra pubblico e privato, o tra soggetti privati incentivati da nuove norme del Piano di Governo del Territorio. Le compensazioni potrebbero includere anche interventi sul tessuto agricolo circostante: potenziamento di siepi e filari, creazione di nuclei boschivi, rigenerazione delle vie d’acqua, per rafforzare la rete ecologica e migliorare il margine tra città e campagna.

Milano come laboratorio di innovazione urbanistica

I Garanti non chiedono di ignorare i legittimi interessi economici delle proprietà e degli operatori coinvolti, ma di ricomporli dentro un interesse generale più attuale, che oggi coincide con la tutela del capitale naturale urbano. Il riferimento è a quanto già avviene in diverse città europee, Milano inclusa in alcuni comparti, dove si riducono le impermeabilizzazioni, si rinaturalizzano i margini urbani e si trasferiscono diritti edificatori da aree sensibili verso zone degradate.

Vaiano Valle, conclude il comunicato, può diventare il caso in cui Milano dimostra che sviluppo e tutela ecologica non sono necessariamente incompatibili: non un conflitto da gestire, ma un’opportunità di innovazione urbanistica e ambientale da cogliere come scelta culturale netta per il futuro della città.

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