Violenza digitale di genere, la nuova campagna CADMI e PermessoNegato che sposta lo sguardo sul responsabile
Cambiare la prospettiva con cui si racconta la diffusione non consensuale di immagini intime. È il cuore di “Annulla la violenza, condividi il rispetto”, la campagna digitale promossa da CADMI, Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate, insieme a PermessoNegato. Ideata dallo studio creativo Naked Studio, l’iniziativa affronta una delle forme più diffuse di violenza di […]
Cambiare la prospettiva con cui si racconta la diffusione non consensuale di immagini intime. È il cuore di “Annulla la violenza, condividi il rispetto”, la campagna digitale promossa da CADMI, Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate, insieme a PermessoNegato. Ideata dallo studio creativo Naked Studio, l’iniziativa affronta una delle forme più diffuse di violenza di genere che si consuma in rete e rovescia una narrazione ancora dominante, spostando il focus dalla donna che subisce all’uomo che decide di agire.
Quando la tecnologia diventa strumento di dominio
Gli spazi digitali sono ormai un terreno in cui la violenza maschile contro le donne trova nuovi canali di espressione. Controllo, sopraffazione e prevaricazione assumono forme inedite, ma affondano le radici nella stessa cultura che alimenta la violenza di genere nel mondo fisico. Lo sottolinea Manuela Ulivi, presidente di CADMI: “L’esperienza data dall’ascolto di migliaia di donne in stato di temporaneo disagio per avere subito violenza maschile, mi fa dire che, seppure in nuove forme, il dominio maschile sulle donne viene ancora esercitato attraverso il controllo delle loro vite”. La matrice, aggiunge, resta immutata: la volontà di limitare la forza delle donne e la loro possibilità di vivere libere.
Un rischio percepito soprattutto dalle più giovani
I dati confermano la portata del fenomeno. Secondo il report 2026 dell’Osservatorio indifesa di Terre des Hommes e Scomodo, il sessantasei per cento dei giovani individua nel web il luogo dove è più probabile che accadano episodi di violenza. Tra i pericoli della vita online, la diffusione non consensuale di immagini intime è indicata come la minaccia principale dal 59,2 per cento degli under 30, davanti a molestie, cyberbullismo e stalking. Una percentuale che tra le ragazze sale al 64,4 per cento.
Due milioni di vittime: la fotografia del fenomeno in Italia
Si tratta di un reato dal volto marcatamente femminile. La ricerca campionaria sul revenge porn condotta da PermessoNegato nel giugno 2022 stima in oltre due milioni le donne e le ragazze che hanno subito la condivisione non autorizzata di materiale intimo. Un dato ancora più drammatico riguarda le conseguenze psicologiche: circa 300 mila di loro hanno dichiarato di aver avuto pensieri suicidi in seguito a quanto vissuto.
Il messaggio della campagna: condividere non è mai un gesto neutro
Su questo sfondo si inserisce “Annulla la violenza, condividi il rispetto”. La creatività mostra come un’azione spesso minimizzata, ossia inoltrare un’immagine intima ricevuta in un contesto di fiducia, sia in realtà un atto di violenza e un reato, con effetti profondi sull’esistenza delle vittime. A rendere le ricadute ancora più pesanti concorrono il giudizio sociale e l’isolamento, che continuano a colpire chi subisce anziché chi commette l’abuso.
Hack the Violence: formazione e prevenzione
La campagna rientra tra le azioni del progetto Hack the Violence, che intreccia l’esperienza di CADMI nel contrasto alla violenza maschile contro le donne con quella di PermessoNegato nella tutela delle vittime di abusi digitali. Il programma prevede attività formative rivolte a studenti, docenti, comunità educante, professionisti e associazioni, oltre a percorsi interni per rafforzare le competenze delle realtà coinvolte. Si punta ad accrescere la consapevolezza sulla violenza digitale, renderla più riconoscibile e potenziare gli strumenti per fronteggiarla.
“La violenza digitale è violenza reale”, ribadisce PermessoNegato, evidenziando come le tecnologie vengano impiegate sempre più spesso per controllare, intimidire e colpire le donne, con conseguenze che non restano confinate allo schermo. L’unione tra le due associazioni nasce dalla convinzione che questa forma di abuso vada riconosciuta e combattuta al pari di ogni altra manifestazione di violenza di genere.
Un linguaggio nuovo per le nuove generazioni
Sul piano comunicativo, la scelta è stata quella di evitare toni moralistici. Lo spiega Gabriele Porta di Naked Studio: “Abbiamo cercato un linguaggio capace di parlare alle nuove generazioni senza moralismi. Scambiarsi immagini intime non è il problema: può nascere dal desiderio, dall’amore, dalla complicità e da una relazione fondata sul rispetto e sulla fiducia”. È la violazione di quella fiducia, prosegue, a trasformare l’intimità in un’arma, con conseguenze che ricadono soprattutto sulle donne. Da qui la volontà di spostare lo sguardo dalla colpevolizzazione della vittima alla responsabilità di chi infrange il consenso, “hackerando” un immaginario culturale ancora fondato sul giudizio.
Il video e i canali di diffusione
Il filmato che accompagna l’iniziativa, prodotto da The Jack Stupid e diretto da Matteo Di Gioia, è affiancato da un brano trap inedito. La diffusione parte il 15 luglio sui canali social di CADMI e PermessoNegato, mentre la presentazione completa è disponibile sulla pagina dedicata del sito di CADMI.