Violenza giovanile, reati in aumento a Milano: boom del porto abusivo di armi tra i minori
Rapporto Save the Children: a Milano quasi 300 minori fermati per rapina in sei mesi. In 10 anni il porto abusivo di armi cresce del 455%.
A Milano aumenta il numero di reati commessi da minorenni e tra i fenomeni più preoccupanti emerge la diffusione delle armi tra i giovanissimi. È il quadro che emerge dal rapporto “(Dis)armati – Un’indagine sulla diffusione della violenza giovanile, tra percezione e realtà”, realizzato dal polo ricerca di Save the Children con il sostegno della Fondazione Iris Ceramica Group Ets.
Secondo i dati raccolti, nei primi sei mesi del 2025 nel capoluogo lombardo quasi 300 minorenni sono stati denunciati o arrestati per rapina. Nello stesso periodo si registrano anche 129 casi di lesioni personali, 33 episodi di rissa e 95 segnalazioni per porto abusivo di armi.
Porto abusivo di armi: crescita record negli ultimi dieci anni
Il dato più allarmante riguarda proprio la diffusione delle armi tra i ragazzi. Nell’arco di un decennio i casi di minori denunciati o arrestati per porto abusivo di armi sono cresciuti in modo impressionante: dai 27 registrati nel 2014 si è arrivati a 150 nel 2024, con un incremento del 455%. Una crescita che segnala una trasformazione profonda del fenomeno della violenza giovanile. Non si tratta solo di episodi isolati ma di un cambiamento nelle dinamiche di gruppo e nella percezione della sicurezza tra gli adolescenti.
Rabbia e senso di invisibilità tra i ragazzi
Il rapporto prova anche a indagare le cause sociali dietro questa escalation. Secondo molti operatori sociali coinvolti nello studio, dietro ai comportamenti violenti si nascondono spesso storie personali segnate da solitudine, disagio familiare o esperienze di violenza vissute durante l’infanzia. Molti ragazzi raccontano di vivere un senso di frustrazione e di invisibilità che trova sfogo nello scontro fisico. In alcuni contesti, spiegano gli educatori, portare un’arma viene percepito come una forma di protezione o addirittura come una necessità per sentirsi al sicuro.
L’adrenalina della violenza
Tra le testimonianze raccolte nella ricerca emerge anche il ruolo dell’adrenalina e della ricerca dello scontro. Alcuni giovani descrivono la violenza come una valvola di sfogo, un modo per liberare tensioni accumulate. In ambienti segnati da conflittualità permanente, raccontano gli operatori, il primo episodio può nascere per caso, ma col tempo la sensazione di potere o di eccitazione legata allo scontro può trasformarsi in un comportamento ricercato.
Un problema che riguarda tutta la Lombardia
Il fenomeno non riguarda solo Milano ma coinvolge l’intera regione. In Lombardia, tra il 2014 e il 2024, l’incidenza dei minori tra i 14 e i 17 anni segnalati per rapina è cresciuta fino a 1,19 casi ogni mille abitanti della stessa fascia d’età, il valore più alto registrato a livello nazionale. Nello stesso periodo sono aumentati anche i reati legati al porto di armi e alle lesioni personali, mentre risultano in calo quelli connessi all’associazione a delinquere.
I numeri regionali della criminalità minorile
A livello regionale l’incidenza dei minorenni denunciati o arrestati per rapina è pari a 1,7 casi ogni mille abitanti tra i 14 e i 17 anni. Seguono le lesioni personali con 1,11 casi ogni mille, il porto abusivo di armi con 0,53, le minacce con 0,41 e le estorsioni con 0,14.
Numeri che, secondo gli autori del rapporto, evidenziano la necessità di rafforzare gli interventi educativi e sociali rivolti ai giovani, intervenendo non solo sul piano della sicurezza ma anche sulle condizioni di fragilità che alimentano il fenomeno della violenza giovanile.