C’è una Milano speciale: Galleria di immagini della Milano solidale
| WikiMilano Magazine | |
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| Primavera 2024 | |
| Direttore | |
| Andrea Jarach | |
| Focus | |
| Welfare ambrosiano | |
| Info | |
| I contenuti del numero di primavera 2024 saranno pubblicati il 28 marzo | |
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C’è una Milano del tutto speciale che vive assai lontana dai riflettori e dalle luci sfavillanti delle feste e della mondanità. Questa, per antonomasia, è la città conosciuta in tutto il mondo per la moda, il fatturato e gli affari. Tutto è frenesia. In strada, nei cantieri e in ogni attività commerciale. Non c’è tempo per chi rimane indietro. Ogni giorno, qui a Milano, si organizzano eventi, incontri, conferenze e settimane dedicate, vuoi alla moda, al cinema e alla musica. Ogni giorno, un palcoscenico diverso con personaggi bellissimi che in pochi minuti si ritrovano anche nelle riviste patinate e nei giganteschi cartelloni della pubblicità. Se dovessimo chiedere a un turista o a un uomo di affari che viene dall’estero come ci vede, come vede Milano, risponderebbe che siamo una delle città più attrattive del mondo.
Si, tutto vero. O meglio, vero in parte. Immaginiamo per un attimo di descrivere e giudicare la città di Milano con una parola: velocità. Non è difficile farlo, qui tutto è velocità, ma se la riflessione diventa più approfondita, ci accorgiamo che la velocità, per sua natura, non è tutta uguale. Velocità può essere anche un corsa lentissima, quasi immobile. Tutto quello che si muove è velocità. Allora la riflessione diventa più complessa. Milano ha tante velocità diverse fra loro e tutto questo movimento rientra nelle parole di qualche anno fa dell’arcivescovo di Milano, mons. Mario Delpini che disse: “Milano, la città della festa, della moda e degli affari, ma anche della solitudine”. La velocità dello sviluppo urbano, la velocità degli affari e dell’economia, ma anche la velocità degli ultimi, dei dimenticati e di tutte quelle persone che non ce la fanno ad arrivare a fine mese.
In questa velocità, quasi a fare da cambio di marce, c’è la Milano del bene e della solidarietà che si muove in terreni difficili, ostili, spesso inesplorati e che vive su basi di amore e volontariato invisibili ai più, soprattutto a chi non ha mai tempo di fermarsi ad osservare e capire.
Prima della pandemia, non si aveva la minima percezione di questa Milano del bene e della solidarietà. Era un mondo invisibile, o peggio ancora, un mondo che per molti non esisteva. Nessuno, parlando di Milano, prima della pandemia, avrebbe mai detto che Milano ha il cuore in mano. E’ vero, Lino Toffolo in una sua celebre canzone diceva che i bambini di Milano nascono già con il cuore in mano, ma si sa, è una canzone e molti hanno sempre pensato che servisse ad aiutare la rima e nulla più.
Invece no. Milano ha davvero il cuore in mano. La partita della solidarietà si gioca tutti i giorni nelle mense per i poveri e nelle associazioni di aiuto dove centinaia di volontari si avvicendano per garantire un pasto caldo, una coperta e un sorriso a chi non ce la fa più. Ciascun volontario viene da una sua storia personale e molti di loro sono passati anche dall’altra parte in pochi anni. Molti volontari, in poche parole, erano quelli che ricevevano aiuto e ora sono lì pronti a darlo. Quando girate per Milano e, già dalle prime ore del mattino, vedete una fila di persone ad un portone che nel giro di poco diventa una coda lunghissima, sappiate che dietro a quel portone c’è la Milano del bene. Dietro a quel portone c’è il sorriso di un frate, di un sacerdote, di una persona amica. Dietro a quel portone c’è il sorriso di un volontario che con una parola divertente in dialetto milanese e un incoraggiamento è pronto a farti stare bene e a disegnare un sorriso sul tuo volto stanco.
