Giovani e violenza sulle donne
Una ricerca di Eumetra per Telefono Donna presentata a Milano nella sede Cariplo di via Romagnosi
![]() | |
| Protagonisti | |
|---|---|
| Autrice | |
| Carla De Albertis | |
| vedi altri articoli di Carla De Albertis | |
Telefono Donna - fondatrice Stefania Bartoccetti - centro antiviolenza attivo da oltre 30 anni per sostenere le donne vittime di maltrattamenti, ha incaricato l’Istituto di ricerche sociali Eumetra di approfondire gli orientamenti e gli atteggiamenti dei giovani di oggi verso le questioni legate ai rapporti di genere, l’esperienza diretta di forme di abusi (personali o tra i propri conoscenti) e l’approccio verso il tema della denuncia. Ad emergere è una grande differenza nella percezione e nel vissuto tra maschi e femmine.

L’indagine è’ stata svolta su un target di oltre 800 ragazze e ragazzi tra i 16 e i 25 anni e un dato che subito salta all’occhio è che il 66% delle giovani donne italiane ha il timore di vivere sulla propria pelle episodi di violenza o molestie e più di 6 su dieci mettono in atto strategie preventive come evitare di prendere mezzi pubblici dopo una certa ora o indossare abiti più coprenti o stare al telefono con qualcuno.
La ricerca evidenzia anche come secondo quattro ragazze su dieci i social influenzino negativamente l’immagine della donna e che anche i testi della musica trap contribuiscano a veicolare un’immagine poco rispettosa delle donne. Diversamente la pensano i ragazzi (solo 2 su dieci).

Altre differenze tra maschi e femmine emergono sul tema della responsabilità dei comportamenti sbagliati come sul tema dell’assunzione di alcool e droghe dove i ragazzi lo ritengono un fattore che aumenta il rischio di aggressioni, mentre le ragazze dichiarano che uno stato di alterazione non può essere considerato causa né giustificazione di aggressione a scopo sessuale.
Dati che devono far riflettere sono quelli relativi all’educazione affettiva, dove le ragazze si mostrano più coinvolte e informate dei ragazzi, e all’educazione sessuale dove Internet e social la fanno da padroni ed in particolare per i ragazzi la pornografia viene considerata un canale d’informazione da ben 4 ragazzi su 10 (a fronte di 2 ragazze su 10).
‘Questa ricerca - conclude Stefania Bartoccetti - ci pone ancora una volta di fronte alla responsabilità di dover essere presenti nella vita degli adolescenti per fare in modo che lo sviluppo della loro identità non sia demandata esclusivamente ai modelli del loro mondo virtuale o musicale’.
Per consultare il report della ricerca: telefonodonna.it
