Orientarsi nella selva oscura: l’importanza di un mentore per lo sviluppo individuale e collettivo

Articolo
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Articolo di giovedì 27 aprile 2023
Protagonisti
Cristina Vajani
Autrice
Laura Bajardelli
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In Italia si stanno via via infrangendo sempre più tabù relativi alla disparità di genere, un esempio significativo è la nomina – in tempi recenti - della prima donna Amministratore Delegato di una grande azienda di Stato, per di più in un settore tecnologico. Ovviamente, non dimentichiamo il precedente di Marisa Bellisario, amministratore delegato tra il 1981 e il 1988 dell’allora azienda pubblica Italtel.

Cristina Vajani

La parità di genere non è solo una moda né “solo” un diritto umano fondamentale, ma è la condizione necessaria per aumentare il benessere collettivo.

E che non sono solo belle parole per cuori teneri, lo dimostrano i dati del 2° Rapporto di McKinsey “Women in tech: The best bet to solve Europe’s talent shortage” (donne e tecnologia: la miglior scommessa per risolvere la scarsità di talenti in Europa): se il numero delle donne attive nei settori tecnologici raddoppiasse, passando dall’attuale 22% al 45% si potrebbe avere un aumento del PIL in Europa tra 260 e 600 miliardi entro il 2027.

Per vincere questa scommessa, che Mc Kinsey considera possibile, secondo il Rapporto gli strumenti più efficaci sono programmi di conciliazione vita-lavoro per chi già lavoro e di sostegno per le donne che già frequentano facoltà tecniche: offrire migliori opportunità di tirocinio, programmi di mentoring e coaching per chi sta per entrare nel mondo del lavoro

Vorrei soffermarvi sui programmi di mentoring, anche perché ci sono diverse iniziative interessanti sul territorio nazionale promosse da enti locali, aziende, associazioni ed enti del terzo settore a carattere sociale o professionale. I programmi sono principalmente rivolti a donne e giovani, ma, soprattutto nei contesti aziendali, troviamo anche programmi innovativi di “reverse mentoring” rivolti ai meno giovani; in ogni caso sono tutte iniziative ad alta valenza inclusiva, pensate per realizzare il proprio pieno potenziale incentivando e supportando il superamento delle disparità di genere o di età e offrire occasioni per sviluppare autodeterminazione, maggiore forza, autostima e consapevolezza.

Per prima cosa, partiamo dalla definizione: mentoring parola inglese che deriva originariamente da mèntore, un personaggio dell’Odissea che aiuta e consiglia Telemaco, figlio di Ulisse, durante l’assenza del padre. Fondamentale archetipo per tutte le storie, letteratura e cinema offrono indimenticabili esempi di mentori: Virgilio per Dante, Merlino per il futuro Re Artù, Gandalf per il giovane Frodo Beggins, Obi-Wan Kenobi per Anakin e Luke Skywalker e… la Fata Turchina per Pinocchio. Per riportare un po' di equilibrio di genere, ricordo che la dea Atena assumeva spesso le sembianze di Mentore quando stava a fianco di Telemaco, che assume il ruolo di Mentee.

Il Mentore (o mentor in inglese) è generalmente una persona con significativa maturità personale e professionale, competenza, esperienza e carisma, esperta in un determinato settore; mentre il Mentee è un persona che in una fase della propria vita vuole accrescere le proprie conoscenze e competenze e intraprendere un percorso di consapevolezza e sviluppo in un determinato ambito o settore. Mentor e Mentee sono persone disponibili a fare un percorso insieme, a condividere non un sapere tecnico-teorico ma soprattutto esperienziale: il mentor aiuta il mentee a riconoscere i propri punti di forza, le proprie inclinazioni e i propri bisogni, ad avere consapevolezza delle capacità personali e delle diverse opportunità possibili, a delineare un piano di sviluppo per accelerare i propri processi di crescita. Il loro rapporto non è gerarchico il tono è amichevole, emozionale e cordiale e in genere si crea in genere un vero e proprio spazio di crescita per entrambi. Ma deve esserci un impegno reciproco a mettersi in gioco: per il mentee è importante aprirsi, raccontarsi per quello che si è, per quello che si vuole essere con il proprio talento e con le proprie difficoltà; e per il mentor è importante ascoltare attivamente, affiancare il mentee nel formulare gli obiettivi, i modi e i tempi per realizzarli, e quando necessario raccontare i propri successi e insuccessi, i timori e le aspirazioni, lasciando che sia il mentee a scegliere la propria strada e il proprio modo.

A seconda dello specifico programma di mentoring, la durata può essere di sei mesi come in unica sessione; possono essere individuali mentor-mentee o di gruppo, abbinamenti effettuati sulla base di colloqui preliminari tra possibili mentor e mentee o sulla carta combinando le preferenze e disponibilità; la frequenza degli incontri può essere calendarizzata o personalizzata e flessibile, in presenza o online.

Per il raggiungimento degli obiettivi, si possono utilizzare molteplici tecniche, dalla semplice condivisione di informazioni alla partecipazione ad eventi di networking, dall’analisi delle competenze/abilità, lo storytelling, il gioco di ruolo allo studio di casi emblematici. “Il mentoring, così come l’orientamento e il coaching, serve a tirare fuori il talento di ciascuno di noi. È un potente mezzo che si fonda sulla volontaria e generosa condivisione di tempo ed esperienza per stimolare consapevolezza, sprigionare energia e dare forza” - afferma l’Ingegnere Cristina Vajani co-fondatrice dell’Associazione PWN – Professional Women Network di Roma, che prosegue: “Il programma di mentoring è da diversi anni il punto di forza della nostra Associazione che è impegnata in prima linea sui temi dell'empowerment e dell'uguaglianza di genere. Siamo fermamente convinte che esso sia uno strumento fondamentale per supportare la crescita delle future generazioni di leader.

Essere mentor per me significa avere innanzitutto la grande possibilità di restituire il supporto a mia volta ricevuto e la responsabilità di poter ispirare e guidare il mentee nelle proprie scelte, mettendo in condivisione un modello di leadership e anche successi ed errori fatti con l'obiettivo di lasciare degli strumenti che possano essere utili nel percorso di sviluppo personale e professionale che ha intrapreso”.

Se pensiamo all’obiettivo 5 dell’Agenda 2030 dell’ONU e al sotto-obiettivo 5.5 “Garantire piena ed effettiva partecipazione femminile e pari opportunità di leadership ad ogni livello decisionale in ambito politico, economico e della vita pubblica” si comprende l’importanza del mentoring e di mettersi in gioco come mentor e come mentee, perché lo sviluppo dei singoli accresce il capitale umano e sociale, con un grande vantaggio per la comunità.

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