Il Parco del Ticino è il primo parco regionale nato in Italia. Il suo atto di nascita risale al 1974, quando si decise di intervenire a tutela della straordinaria valle del Ticino, fiume che scorre in parte in territorio elvetico e in parte nelle regioni Lombardia e Piemonte.

Parco del Ticino
Parco Lombardo della Valle del Ticino
Caratteristiche
Classificazione Parco fluviale, forestale, agricolo e di cintura metropolitana[1]
Fondazione 1974[2][1]
Superficie 91.800.00 ettari
Protagonisti
Presidente Cristina Chiappa
Consiglio di gestione

Direttore Claudio De Paola
Segretario generale Antonella Annecchiarico

Revisori dei conti Alberto Parea
Sede istituzionale
Località Pontevecchio di Magenta(MI)
Indirizzo Via Isonzo, 1 - 20013 Pontevecchio di Magenta (MI)
Contatti
Email [email protected]
Telefono 02/972101
Sito Web www.parcoticino.it

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Contenuti verificati da Osservatorio Metropolitano di Milano (11/4/2023)

Storia

Il Parco lombardo della Valle del Ticino tutela dunque l’area lombarda della valle del fiume mentre la parte piemontese è affidata al Parco naturale del Ticino. Il Parco Lombardo della valle del Ticino ha una superficie di circa 91.800 ettari, di cui circa 20.500 tutelati a Parco Naturale, e comprende l’intero territorio amministrativo dei 47 Comuni lombardi collocati lungo il tratto del fiume Ticino compreso tra il lago Maggiore e il fiume Po, nelle province di Varese e Pavia e nella Città metropolitana di Milano.

Il paesaggio

Il paesaggio del Parco del Ticino è fortemente caratterizzato dal fiume e dalla sua valle, entrambi in continua evoluzione e sollecitati profondamente dall’azione umana. L’area comprende infatti numerosi fontanili, grandi opere idrauliche e antichi sistemi di coltivazione che connotano un paesaggio a vocazione agraria. Il territorio del Parco del Ticino è occupato per quasi il 55 % da aree agricole, il 22% da foreste, il 20 % aree urbanizzate e il 3% reticolo idrografico.

Il fiume

Il Ticino nasce in Svizzera. La sua sorgente principale è in testa alla val Bedretto, al Passo di Novena, a circa 2.480 metri di quota, mentre un'altra sorgente è nei pressi dell'Ospizio del San Gottardo e si congiunge alla prima ad Airolo. Dopo un percorso selvaggio, all'imbocco della piana di Magadino il Ticino viene imbrigliato in argini che ne fanno un banale canale fino al delta con cui sfocia nel Lago Maggiore. Qui il fiume riprende, anche se solo per poche centinaia di metri, la sua naturalità, dando origine ad una zona umida di interesse internazionale: la Riserva Naturale Federale delle Bolle di Magadino. Una volta uscito dal bacino del Verbano, nei pressi di Sesto Calende (VA), il Ticino attraversa tutta la pianura padana, incidendola profondamente e termina, dopo aver lambito Pavia, nel Po, in località Ponte della Becca (PV).

Flora e fauna

Il Parco del Ticino rappresenta un'eccellenza nel panorama faunistico del territorio della Pianura Padana. Nel Parco vivono stabilmente 48 specie di mammiferi. I carnivori predatori, dopo la scomparsa del lupo, sono rappresentati da martora, volpe, tasso, donnola, puzzola e faina, ai quali è affidato il ruolo fondamentale nella regolazione dell'equilibrio biologico. La flora del Parco presenta tutte le caratteristiche della vegetazione padana.

L’agircoltura

L'agricoltura è fondamentale per il Parco del Ticino: su una superficie complessiva di circa 90.000 ha, più di 50.000 sono coltivati. Questo semplice dato è estremamente significativo perché aiuta a comprendere l'enorme impatto dell'agricoltura sul paesaggio, sull'ambiente, nonché sui valori "sociali" del Parco, come la cultura, la storia e le tradizioni.

Attività

Il territorio del Parco è attraversato da oltre 750 km di percorsi ciclo-pedonali, di cui oltre 100 km lungo le alzaie dei navigli. Punti di interesse Il Castello di Abbiategrasso, il Castello di Vigevano, Villa Visconti a Cassinetta di Lugagnano, il Castello di Bereguardo, il Castello di Somma Lombardo, Villa Gaia e Borgo Archinto a Robecco sul Naviglio, l’Abbazia di Morimondo.

Area MAB e riconoscimenti

Nel 2002 è stato inserito nella Rete Mondiale delle Riserve della Biosfera, nell'ambito del programma MAB (Man and Biosphere) dell'UNESCO. Nel Parco sono state riconosciute ben 14 Zone Speciali di Conservazioni (ZSC) e 1 Zona di Protezione Speciale (ZPS) ai sensi delle Direttive Habitat e Uccelli (Rete Natura 2000)

Note

  1. 1,0 1,1 Legge regionale 30 novembre 1983 , N. 86 - Piano regionale delle aree regionali protette. Norme per l' istituzione e la gestione delle riserve, dei parchi e dei monumenti naturali nonché delle aree di particolare rilevanza naturale e ambientale - dal sito normelombardia.consiglio.regione.lombardia.it
  2. Legge regionale 16 settembre 1983 , N. 80 - Istituzione del parco naturale dell’Adda Nord - dal sito normelombardia.consiglio.regione.lombardia.it

Collegamenti esterni