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Teatro Out Off

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Teatro Out Off
Teatro out offlogo.png
Teatro outoff.jpg
Protagonisti
Direttore artistico
Ubicazione
Stato Italia Italia
Località Milano
Indirizzo Via Mac Mahon, 16
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Contatti
Email info@teatrooutoff.it
Telefono 02 34532140

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Checked.png Contenuti verificati da Osservatorio Metropolitano di Milano (2/02/2021)

Storia

Il Teatro Out Off nasce nel 1976, fondato da Mino Bertoldo che tuttora lo dirige con Lorenzo Loris, regista e Roberto Traverso drammaturgo e responsabile della comunicazione.

“Out Off, significava stare in disparte, evitare di inseguire il facile consenso, stare esclusivamente dalla parte degli artisti per conoscere, capire e interpretare meglio il presente.” Così definisce sinteticamente, il direttore artistico e fondatore Mino Bertoldo.

Il Teatro nasce pensando a un luogo dedicato prima di tutto agli incontri, dove alle mostre si alternavano le serate di musica e, almeno in principio, il teatro faceva capolino più occasionalmente.

Il primo regista teatrale che all’Out Off lavora con una certa continuità è Antonio Saletta, che da poco si era ribattezzato Antonio Syxty e dopo un quinquennio di crescita girovaga, l’Out Off si installa in un’ex officina in via Dupré e lo trasforma in una sala dove, a stretto contatto coi suoi spettatori, arriverà a precisare la sua linea e a farsi davvero una storia.

Al tavolo di regia c‘è ancora Syxty, più che mai alle prese coi suoi testi, da Lontani dal paradiso, ambientato in tre automobili, a Il filo pericolose delle cose, basato su un soggetto di Antonioni. Si unisce al gruppo Lorenzo Loris, regista e attore ma a volte anche autore, destinato a diventare un personaggio importante nella vita del nuovo Out Off; e si impone la figura di un grande isolato, Danio Manfredini, un poeta che nell’89 inscena il Miracolo della rosa di Jean Genet, vincendo a sorpresa il Premio Ubu per il miglior attore.

L’Out Off, in questa nuova fase, privilegia la propria produzione autonoma, creando delle linee programmatiche precise e una relativa continuità permesse da una sala con limitata capienza come quella di via Dupré attraverso lunghe teniture.

Negli anni ’90 il repertorio dei due registi stabili segue due linee distinte: Syxty riduce al massimo l’allestimento dei propri lavori e accentra la propria attenzione sui classici greci, dai due Edipi di Sofocle, al Tieste di Seneca, ed è attento anche ai rifacimenti dei nostri grandi del Novecento, dal Pasolini dell’Orestiade (e di Orgia) al Testori di Erodiade. Lorenzo Loris, invece, dimostra un preciso interesse per i grandi scandinavi, dall’Ingmar Bergman di Scene da un matrimonio al Lars Norèn di Autunno e inverno, e importa Bruciati dal ghiaccio, vampiresca storia d’anime del danese Peter Asmussen. Porta inoltre in scena drammaturghi del secondo dopoguerra, da Joe Orton, di cui propone due testi, al Boris Vian dei Costruttori d’imperi, e si lascia incuriosire da una nuova lettura di Una specie di storia d’amore di Miller e non trascura neppure la drammaturgia italiana e i suoi dialetti, dal godibile Zitti tutti di Raffaello Baldini ai Naufragi di Don Chisciotte di Massimo Bavastro.

In seguito alla partenza di Syxty per la direzione del Teatro Litta, debutta con successo al’Out Off Antonio Latella. Nel 2004 la Compagnia si sposta in una sala più grande e meglio attrezzata che consenta di aprirsi a un più vasto pubblico, giusto in tempo per festeggiare il proprio trentennio di attività.

Nel 2007 il teatro riceve dal Comune di Milano l’Ambrogino d’oro per la sua attività trentennale e nel 2008 viene riconosciuto dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali Teatro Stabile di Innovazione.

Note

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