| Titolo visualizzato | L'edilizia e la transizione circolare |
| Criterio di ordinamento predefinito | L'edilizia e la transizione circolare |
| Lunghezza della pagina (in byte) | 4 681 |
| ID namespace | 0 |
| ID della pagina | 13279 |
| Lingua del contenuto della pagina | it - italiano |
| Modello del contenuto della pagina | wikitesto |
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| Short description | Articolo |
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| Creatore della pagina | Redazione (discussione | contributi) |
| Data di creazione della pagina | 16:43, 28 ago 2024 |
| Ultimo contributore | Redazione (discussione | contributi) |
| Data di ultima modifica | 11:54, 5 dic 2024 |
| Numero totale di modifiche | 2 |
| Numero totale di autori diversi | 1 |
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| Numero di autori diversi recenti | 0 |
Descrizione | Contenuto |
Article description: (description) This attribute controls the content of the description and og:description elements. | Chi ha mai pensato a un edificio come a una miniera o a una banca di materiali? Pochissime persone, anche se in numero crescente. Ed è altrettanto inconsueto pensare a un intero edificio come a un rifiuto. È il caso, per esempio, di capannoni in disuso e abbandonati o di quelle strutture iniziate e mai finite. Eppure, si può guardare tutto con occhi nuovi. Come ci chiede la transizione circolare, ossia un nuovo modello di produzione e consumo in cui i materiali non diventano mai rifiuti: prodotti e materiali vengono mantenuti in circolazione più a lungo possibile attraverso manutenzione, ristrutturazione, rigenerazione, riciclo e riuso. E l’economia circolare, come tutti i cambi di paradigma, richiede prima di tutto un cambiamento culturale. |