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Società benefit: l’economia sta cambiando

Articolo di lunedì 22 aprile 2024
Protagonisti
Autrice
Laura Bajardelli
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Cosa spinge gli imprenditori verso questi nuovi modelli virtuosi e innovativi per guadagnare facendo del bene?

Negli ultimi anni il faro di Adriano Olivetti è tornato a brillare. È infatti crescente l’interesse e la ricerca di modelli economici alternativi alla vecchia concezione di impresa orientata solo al profitto. Il grande imprenditore e innovatore si era posto una domanda fondamentale, per nulla retorica: “Può l’industria darsi dei fini? Si trovano questi semplicemente nell’indice dei profitti? Non vi è al di là del ritmo apparente qualcosa di più affascinante, una destinazione, una vocazione anche nella vita di una fabbrica?”

Per molte aziende la soluzione più adatta ed efficace verso la sostenibilità è quello delle Società Benefit.
Significa che sono diventate NON profit, non lucrative? No, sono e restano aziende con lo scopo primario di generare profitto, al quale affiancano anche l’obiettivo di perseguire il bene comune. In Italia si contano più di 2.600 Società Benefit e oltre 100 B-Corp con una forte concentrazione in Lombardia (35% del totale); quasi tutte sono società di capitali; coinvolti tutti i settori, dall’alimentare al chimico-farmaceutico, dal manifatturiero all’energetico, dalla moda alla consulenza; alcune sono di dimensioni enormi, altre sono start-up o anche aziende familiari di lunga tradizione. Cosa spinge le aziende a questa scelta? Lo chiediamo a degli imprenditori

Il caso BIOPAP

La si distingue subito: la sede Biopap Srl a Settimo Milanese è rivestita di legno e circondata da piante. All’interno, progettano e realizzano vaschette in cartone per alimenti che sostituiscono plastica e alluminio per alimenti, perfettamente biodegradabili, si smaltiscono nella raccolta dell’umido. Il Presidente, Michelangelo Anderlini, ingegnere, l’ha fondata insieme alla madre Maria Teresa Brassiolo. La loro è un’impresa familiare visionaria e innovativa basata su due principi cardine: sostenibilità e innovazione. Per loro diventare Società Benefit è stata una scelta naturale, si è trattato di formalizzare valori e comportamenti quotidiani nei confronti di tutti gli stakeholder, ossia i portatori di interesse: dipendenti, fornitori e partner commerciali, comunità locale e ambiente in genere. I loro prodotti sono un ottimo esempio di economia circolare: prodotti da risorse rinnovabili, si trasformano in compost che a sua volta ritorna in agricoltura, sostituendo fertilizzanti chimici non rinnovabili. Nella sede, progettata e realizzata con criteri bioclimatici, c’è un’ampia e suggestiva sala dove organizzano incontri con le scuole per diffondere la cultura e le pratiche di sostenibilità ed economia circolare.
È stata una scelta naturale ma anche molto consapevole degli obblighi e dell’importanza di rispettarli. Il loro motto personale e professionale è “leading by example”, ossia guidare con l’esempio, e la speranza è di essere seguiti da altri imprenditori nella scelta benefit. Dulcis in fundo, Maria Teresa Brassiolo è stata la fondatrice di “Transparency International Italia” per diffondere la cultura della legalità e dell’anticorruzione. D’altronde, la legalità è una condizione necessaria della sostenibilità.

Per approfondire, è possibile consultare il sito internet aziendale

Il caso DIGITAL360

Quando Andrea Rangone parla della sua azienda gli occhi gli guizzano e si accendono: DIGITAL360 è una Società Benefit che accompagna imprese e pubbliche amministrazioni nella comprensione e nell’attuazione dell’innovazione digitale favorendone l’incontro con i migliori fornitori tecnologici. L’ha fondata nel 2012 insieme ad altri professori appassionati di tecnologia e di innovazione, fautori degli Osservatori Digital Innovation del Politecnico di Milano. Nell’ateneo, Rangone insegna anche “imprenditorialità” e uno dei messaggi forti che cerca di portare avanti, è la centralità dell’imprenditore nel sistema socio-economico e la possibilità di avere un impatto sempre più importante, non solo sul business e sugli azionisti, ma su tutti gli stakeholder e, in particolare, sulla comunità in cui opera, con interventi mirati, concreti e razionali. In particolare l’innovazione digitale può diventare il più potente motore di crescita sostenibile e inclusiva di una impresa. “Sostenibile, perché consente di aumentare la produttività e la competitività di qualsiasi organizzazione, contribuendo a far crescere il Pil e l’occupazione, e insieme a ridurre sprechi, consumo di risorse e inquinamento. Inclusiva, perché consente di ridurre le disuguaglianze e le fragilità di qualsiasi natura, creando concrete opportunità di ingresso nel mondo del lavoro per tutti, anche per le persone più fragili ed emarginate. Come Gruppo ci siamo impegnati in diversi progetti ad impatto sociale in partnership con enti del terzo settore. Ad esempio, “Al lavoro 4.0”, il percorso per la formazione in ambito industria 4.0 e digitale rivolto ai NEET (giovani che non studiano e non lavorano) realizzato in collaborazione con Caritas Ambrosiana e Fondazione S. Carlo. Oppure il progetto con Sesta Opera San Fedele che fornisce opportunità di lavoro ai detenuti o agli ex detenuti. Ancora, la collaborazione con un pool di associazioni per l'edizione 2023-2024 della guida tascabile per i senza fissa dimora "Dove andare per..." realizzata da Avvocato di strada. Nel 2021 è stato naturale formalizzare l’impegno nel perseguire obiettivi di bene comune diventando Società Benefit”. Infine, ciliegina sulla torta, dal 2022 Rangone è Presidente onorario dei City Angels.

Per approfondire, è possibile consultare il sito internet aziendale



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